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venerdì 24 marzo 2006

GIANCARLO DE CARLO e il nuovo Palazzo di Giustizia di Pesaro
(a cura dello studio architetturale De Carlo)

Il nuovo Palazzo di Giustizia di Pesaro
Pesaro. Il nuovo Palazzo di Giustizia si trova al margine della parte più antica del centro storico e si articola in due corpi di fabbrica. Il corpo principale è organizzato attorno ad una grande corte interna, concepita come un luogo urbano accessibile dai due fronti contrapposti: quello rivolto verso la città storica e quello verso la città recente.
 
Il corpo principale è già costruito e comprende pretura, tribunale e aule di dibattimento penale e civile. Il corpo basso, di forma allungata, ospiterà l'ordine degli avvocati, i giudici di pace e parte degli archivi, ed è in attesa di ulteriori finanziamenti: per ora è stato costruito soltanto il piano interrato destinato a parcheggio.
 
Dal punto di vista urbanistico si può dire che la presenza del Palazzo abbia contribuito a spostare l'equilibrio urbano verso una parte importante della periferia, accelerando il processo di qualificazione di tutta l'area.

Nelle intenzioni di Giancarlo De Carlo, "i luoghi dove è amministrata la Giustizia devono offrire a Giudici, Magistrati, Avvocati, Ufficiali Giudiziari, Cancellieri, Messi, Uscieri, Agenti di custodia, ecc… un ambiente sereno e suggestivo che li  incoraggi a dare il meglio di loro stessi. D'altra parte il modello si può dire esista perché il luogo della giustizia dovrebbe tornare a essere come era per i Greci e poi per i Romani: un luogo centrale nella città, in un edificio arioso e eloquente dove avvengono varie attività contemporaneamente e qualche volta fuori programma. Un luogo che i cittadini frequentano liberamente, come fosse una meta attraente e confortevole della vita urbana e territoriale".
 
L'edificio si ispira alla tradizione marchigiana del Palazzo nobiliare, nella forma, nei materiali e nei significati e risponde a requisiti formali essenziali perché è capace di:
 
  • comunicare solidità ed efficienza, ma anche di esprimere cordialità e comfort;
     
  • recare tracce del passato, perché la convivenza si basa sulla condivisione di principi durevoli che non vanno dimenticati;
     
  • interpretare il presente, facilitando il senso di orientamento del pubblico al suo interno e favorendo le complesse interazioni tra le numerose attività che vi si svolgono;
     
  • rivolgersi al futuro, di cui offre un'anticipazione nella flessibilità degli spazi che devono essere capaci di adattarsi alle trasformazioni senza entrare in crisi.

(a cura dello studio architetturale De Carlo)
 
24 marzo 2006