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sabato 8 luglio 2017

Codice antimafia: Orlando, contrasto con strumenti forti e procedure garantiste

La nuova "borghesia mafiosa", la necessità di rafforzare la tracciabilità dei flussi di denaro che rende ancora più importante l'intuizione di Giovanni Falcone: "seguire il denaro". La necessità di fare presto ma non in fretta.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando sul Codice antimafia, nelle interviste rilasciate a Marco Zatterin per La Stampa e a Liana Milella per la Repubblica, traccia le linee del provvedimento "che ha una portata generale enorme": riforma l'Agenzia dei beni confiscati, rendendone trasparente la gestione; introduce misure garantiste, trasformando il sequestro dei beni in un "mini processo", nel quale l'interessato possa difendersi; crea un "controllo giudiziale" che prevede, nei casi in cui l'infiltrazione mafiosa sia solo all'inizio, la nomina di un controllore che ripulisca l'azienda ma senza sottrarla alla proprietà e alla produzione.

 
Orlando é certo di quanto raggiunto dal Governo fino ad ora: "i passi più importanti contro la corruzione, quello che l'Ocse chiedeva all'Italia l'abbiamo fatto, dall'autoriciclaggio al falso in biliancio, alla riforma della prescrizione", ma non é refrattario all'ipotesi di ulteriori interventi laddove si sollevino "rischi interpretativi". Insomma, "massima disponibilità a cambiare, ma a patto che non si butti via tutto".
 

[fea]