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giovedì 17 febbraio 2005

Nostra intervista ad Antonio Maria Costa

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17 febbraio 2005

Antonio Maria Costa, direttore dell'ufficio Onu contro la droga e il crimine incontra oggi i detenuti e gli operatori dell'istituto penale minorile di Nisida. Accompagnano il rappresentante ONU il capo dipartimento per la Giustizia minorile, Rosario Priore, il direttore per la Campania e il Molise Sandro Forlani e il direttore di Nisida Gianluca Guida.

INTERVISTA AD ANTONIO MARIA COSTA, vice segretario generale dell'ONU e direttore dell'ufficio contro la droga e il crimine


Lei arriva a Napoli il giorno dopo la firma del Memorandum di intesa tra ONU e DNA in materia di lotta alla droga e alla criminalità. Con quale intento incontra oggi i ragazzi della scuola Galileo Ferraris e quelli dell'istituto di Nisida?

Con spirito estremamente costruttivo. E' una ricognizione per saperne di più.
Vado ad apprendere le circostanze che hanno creato un fenomeno, quello della droga, che è preoccupante per questa città; vado a portare la solidarietà ai giovani sia delle scuole che delle carceri, per imparare le cause e i fenomeni di questo problema in Italia.
Ha esplorato altre realtà minorili oltre a quella italiana?

Questa visita rientra in un modello di accertamento della realtà di diversi paesi, ed è una cosa che svolgiamo da molti anni. Credo di esser stato nelle carceri più importanti di quasi tutte le nazioni con le quali noi lavoriamo frequentemente.
Obiettivo?
Dal punto di vista legislativo, quando le Nazioni unite fanno convenzioni con altri paesi, la conoscenza di queste realtà è sempre molto utile per elaborare modelli operativi ad hoc.
Modelli operativi riferiti, quindi, anche ai minori?

Questa mattina parlerò con una scolaresca per capire la realtà giovanile di Napoli e il coinvolgimento - che riguarda tutto il mondo giovanile - con il problema della droga, che comprende tossicodipendenza, spaccio e così via. E' importante parlare con loro perché è la fascia di età più vulnerabile. E con lo stesso intento parlerò nel pomeriggio ai giovani detenuti di Nisida.
Quanto è importante l'opera di prevenzione?
Moltissimo. E' importante parlare dei temi della lotta allo spaccio, alla camorra e alla tossicodipendenza perché bisogna coinvolgere la società nella sua totalità, in maniera orizzontale: il mondo della scuola, del lavoro, dei media devono fare la loro parte perché questi problemi non possono essere risolti solo dagli organi repressivi come la DNA e le forze di polizia.