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venerdì 17 febbraio 2006

STEFANO APRILE, direttore dell'Area pareri e cooperazione applicativa intersettoriale della DGSIA

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Lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo internet. Sulla Gazzetta Ufficiale del 15 febbraio 2006 la nuova legge che anticipa la decisione quadro all'esame Unione Europea. Responsabilità delle persone giuridiche, utilizzazione del bambino, pornografia virtuale: queste alcune delle innovazioni introdotte dalla normativa approvata dal Parlamento.
Sull'argomento, un contributo di Stefano Aprile, magistrato della DGSIA, autore del libro Schiavitù e sfruttamento sessuale dei minori - I delitti contro la personalità individuale in Trattato di diritto penale parte speciale diretto da Marinucci e Dolcini, Cedam, Padova 2006.
La legge n. 38/2006 contro la pornografia minorile

Con la legge 6 febbraio 2006, n. 38, portante Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo internet (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15 febbraio 2006), il legislatore è intervenuto nella delicata materia dello sfruttamento sessuale dei minori e della pornografia minorile, materia che già era stata oggetto di due recenti e significativi interventi di novellazione operati con la legge 3 agosto 1998, n. 269 e con la legge 11 agosto 2003, n. 228.

Il recente intervento normativo, per quello che concerne le fattispecie relative allo sfruttamento sessuale del minore e alla pornografia minorili, consiste nel ritocco di alcune disposizioni penali introdotte nel codice penale dalla legge n. 269/1998 (artt.1, 2, 3, 4 e 5), nella introduzione di alcune disposizioni a contenuto processuale (artt.11, 12, 13 e 14), unitamente ad altre con finalità di prevenzione e contrasto al fenomeno della pornografia minorile (artt.15, 16, 17 e 18), nonché nella creazione di speciali organismi e strumenti di monitoraggio, controllo e coordinamento delle attività preventive e repressive specificamente rivolti al fenomeno della pornografia minorile sulla rete Internet (art.19 e seguenti).

L'intervento di novellazione di alcune - e in molti casi solo in parte - delle norme sanzionatorie di cui agli artt. 600 bis, 600 ter, 600 quater e 600 septies del codice penale, oltre alla introduzione di un nuovissimo - anche per quello che riguarda la tecnica di numerazione - art. 600 quater 1 codice penale, ha come obiettivo sia, in alcuni casi, di introdurre un ulteriore inasprimento del trattamento sanzionatorio, sia, in altri, il tentativo di semplificare (in ottica repressiva) la descrizione di alcune delle condotte vietate, anche mediante l'introduzione di espressioni sinonimiche o di definizioni espresse (si veda, in particolare la definizione di "pornografia virtuale" contenuta nell'art. 600 quater 1).

Tralasciando l'esame delle disposizioni incriminatrici relative agli "atti sessuali con minorenne in cambio di denaro" di cui all'art. 600 bis, secondo comma c.p., novellato con la non insignificante modificazione della età della persona offesa e con la previsione di una particolarmente ridotta e graduabile sanzione per il caso che l'autore dei fatti sia egli stesso minorenne, conviene accennare brevemente alla importante modifica introdotta nella fattispecie della "pornografia minorile" (art. 600 ter, comma primo), laddove è stato completamente stravolto l'originario impianto repressivo, che era incentrato sulla condotta di sfruttamento del minore per la realizzazione di spettacoli o materiale pornografico e che dava origine ad una fattispecie di reato di pericolo, riportando la punizione del reo nell'alveo dei reati di danno essendo ora non solo previsto l'uso dei minori, ma la concreta realizzazione di materiale pornografico o di spettacoli di analoga natura.

Per esigenze di spazio si omette di riferire degli interventi di ortopedia normativa effettuati sui restanti commi dell'art. 600 ter e sull'art. 600 quater c.p., nonché sull'introduzione di una speciale - e di difficile attuazione - interdizione perpetua per il condannato a ricoprire incarichi di qualunque genere in scuole o istituzioni frequentate da minori (art. 600 septies), essendo preferibile riservare il residuo tempo ad esaminare brevemente la definizione, introdotta con l'art. 600 quater 1 c.p., di "pornografia virtuale".

La disposizione di nuovo conio (art. 600 quater 1), che introduce una legale definizione di "pornografia virtuale" (senza preoccuparsi di descrivere il concetto base di pornografia), estende la punibilità delle condotte relative alla produzione, commercio, diffusione, cessione ed acquisto di materiale pornografico realizzato con l'utilizzo di minori degli anni diciotto (artt. 600 ter e quater), alle medesime condotte aventi oggetto immagini virtuali (art. 600 quater 1).

La legale equiparazione tra "reale" e "virtuale" - residua, infatti, soltanto una differenza dal punto di vista sanzionatorio - sembra cozzare con il risultato, faticosamente raggiunto dal legislatore con la novellazione del primo comma dell'art. 600 ter, di rendere concreta ed effettiva la lesione del bene giuridico protetto dalle disposizioni poste a tutela del minore oggetto di attività pornografica.

La scelta di estendere la rilevanza penale della pornografia alle immagini virtuali se, come pare, è stata ispirata dalla Decisione Quadro del Consiglio CE del 22 dicembre 2003, che definisce la "pornografia infantile" come il "materiale pornografico che ritrae o rappresenta visivamente: i) un bambino reale implicato o coinvolto in una condotta sessualmente esplicita, fra cui l'esibizione lasciva dei genitali o dell'area pubica" e che ad essa equipara la "immagine realistica di un bambino inesistente", sembra introdurre nell'ordinamento una fattispecie a tutela della morale o del buon costume, piuttosto che una estensione del presidio repressivo posto a difesa della personalità individuale dell'individuo che è l'oggetto, invece, delle restanti disposizioni incriminatici aventi ad oggetto la pornografia e la prostituzione minorili.


Stefano Aprile
direttore dell'Area pareri e cooperazione applicativa intersettoriale della DGSIA
17 febbraio 2006