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venerdì 10 febbraio 2006

ERNESTO CAFFO, presidente di Telefono Azzurro

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Minori. 114 Emergenza Infanzia si estende in tutta Italia e traccia un primo bilancio di due anni di attività. Più di 900 gli interventi effettuati e tra le "nuove emergenze", il disagio dei minori stranieri che rappresentano il 25% dei casi gestiti.

Giovedì 9 febbraio a Roma, conferenza stampa con il presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo, l'amministratore delegato di Progetto Italia Andrea Kerbaker e il ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi.

114 Emergenza infanzia è un numero gratuito, accessibile da telefonia fissa, attivo 24 ore su 24 per l'intervento in emergenza a protezione di infanzia e adolescenza. Promosso dai Ministeri delle Comunicazioni, del Lavoro e delle Politiche Sociali e per le Pari Opportunità, e gestito da Telefono Azzurro con il sostegno di Telecom Italia, 114 Emergenza Infanzia collabora direttamente con 113, 118, 112, 115, servizi socio-sanitari, scuole, tribunali e procure per i minori.

I risultati e le prospettive del servizio nell'Editoriale firmato da Ernesto Caffo.



Dal 1° gennaio 2006 114 Emergenza Infanzia è operativo su tutto il territorio nazionale e, attraverso le due centrali operative di Milano e Palermo, è diventato il numero di riferimento in Italia per segnalare i casi in cui la salute psico-fisica di bambini e adolescenti è in pericolo o a rischio trauma.

L'estensione nazionale di 114 è stata resa possibile anche grazie all'appoggio di enti e istituzioni che, sin dalla sperimentazione del servizio, hanno offerto un sostegno concreto alla sua realizzazione. In particolare Telecom-Progetto Italia ha supportato con la propria tecnologia la realizzazione della nuova centrale operativa di Palermo, dotata di strumenti avanzati che hanno permesso a 114 di diventare operativo in tutta Italia.

In due anni di attività 114 ha gestito circa 950 casi di emergenza, attivando una rete di intervento che ha coinvolto istituzioni, servizi sociali, forze dell'ordine, scuole, procure e tribunali.

Sul totale delle chiamate ricevute emerge che un bambino su due è coinvolto in situazioni di abuso (fisico, sessuale, psicologico), disagio e maltrattamento (lavoro minorile, fuga da casa, tentativi di suicidio, sottrazione di minore, violenza domestica, prostituzione, sfruttamento).

Autori sono spesso gli stessi genitori (42% madri, 38% padri) mentre le vittime sono principalmente i bambini più piccoli (60% fino a 10 anni). Nella maggior parte dei casi si tratta di bambini e adolescenti italiani (75%) anche se il Servizio 114 ha gestito una percentuale significativa di casi riguardanti bambini e adolescenti stranieri (25%): un dato preoccupante, che mette in luce una nuova emergenza, quella legata ai minori stranieri, un fenomeno ancora sommerso su cui si sta lavorando.

Il 114 è contattato principalmente da soggetti adulti, a conoscenza della situazione di emergenza (vicino di casa 19,3%; estraneo 17,4%) o direttamente coinvolti (genitori 31%; nonni 11,4%). Solo nel 9,8% dei casi le segnalazioni sono effettuate direttamente da bambini e adolescenti.

Grazie all'apertura della nuova centrale operativa di Palermo, dotato dei più avanzati sistemi di connessione, il servizio può oggi gestire un traffico telefonico sempre più elevato ed è in grado di ottimizzare le professionalità coinvolte nel servizio, agevolando lo scambio di informazioni e know how degli operatori di tutte le sedi del 114.

Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti da questo nuovo servizio, ma la strada per risolvere e prevenire i disagi di bambini e adolescenti è ancora lunga: l'utilizzo del modello di rete presuppone infatti un presidio capillare del territorio, la rilevazione di specifici bisogni locali e soprattutto la definizione di accordi interistituzionali, per rendere completamente efficace questo indispensabile strumento di protezione dell'infanzia.

Lo sviluppo di 114 Emergenza Infanzia necessita di investimenti continui e consistenti da parte di enti e istituzioni che operano nel mondo dell'infanzia. Siamo certi che il lavoro svolto sinora non andrà sprecato anche grazie all'intervento di quelle Regioni che si sono impegnate a offrire un sostegno concreto per far crescere e migliorare il servizio.
Ernesto Caffo
presidente di Telefono Azzurro
10 febbraio 2006