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venerdì 25 novembre 2005

GIOVANNI PELLIELLO, campione del mondo di 'Fossa olimpica'

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Giovanni Pellielo, appartenente al gruppo sportivo del Corpo di polizia penitenziaria, ha vinto la finale di Coppa del Mondo di fossa olimpica, svoltasi a Dubai il 22 novembre scorso.
L'addetto stampa delle Fiamme Azzurre, Raul Leoni, ci propone un ritratto del pluridecorato atleta azzurro.
PELLIELO, IL PROSSIMO BERSAGLIO E' PECHINO

Se si dovesse cercare l'atleta-simbolo delle Fiamme Azzurre, difficilmente la scelta potrebbe ricadere su un nome diverso: Giovanni Pellielo non è solo il tiratore italiano più titolato della storia, ma è anche lo sportivo che ha incarnato con i suoi successi la crescita prepotente del gruppo sportivo della Polizia penitenziaria.
E' lui, quindi, il campione che sentiamo "nostro" più di ogni altro, sempre presente nelle grandi manifestazioni, preciso e puntuale verso il bersaglio come i colpi della sua infallibile canna.
Con l'impresa di martedì 22 novembre a Dubai, la conquista della sesta coppa del Mondo di "fossa olimpica", Giovanni ha stabilito un record di continuità difficilmente eguagliabile, se si pensa che - accanto ai sei trionfi assoluti - nel suo palmarèes figurano anche quattro secondi posti e un terzo, ottenuti nelle finali del circuito iridato fin qui disputate.
Quasi un miracolo: il tiro a volo è una disciplina che consuma i suoi campioni nel fuoco di una tensione insostenibile. Ma Pellielo è sempre lì, da 15 stagioni, a rappresentare un modello di freddezza e di tecnica, a stupire sempre e dovunque per la capacità di concentrazione estrema, la sicurezza agonistica. Difficile che un tiratore riesca a rimanere ai vertici della specialità per più di qualche anno: alcuni - pochissimi - sono riusciti a sostenere l'impatto emotivo di un quadriennio, riuscendo anche ad ottenere un doppio successo olimpico, come da ultimo Michael Diamond, oro ad Atlanta 1996 e a Sydney 2000. Ma ora l'australiano fatica a tenere a freno dei rivali emergenti e da molto tempo non riesce più a vincere.
Pellielo no, Pellielo continua a trionfare e in ogni pronostico che conti qualcosa, nelle occasioni importanti, il suo nome non manca mai. Parafrasando una famosa battuta del capitano degli All-Blacks, dopo una durissima partita di rugby in Galles - "Non puoi battere i Gallesi a Cardiff, al massimo puoi provare a fare più punti di loro" - anche del nostro atleta gli avversari potrebbero dire: "Non puoi dire di aver battuto Pellielo, al massimo puoi provare talvolta a centrare più piattelli di lui".
Ora Giovanni ha un obiettivo dichiarato, e si chiama Pechino 2008. Pochissimi, prima di lui, sono riusciti a raccogliere due medaglie olimpiche: l'abbiamo detto, la pressione mentale di una prova come il "trap" consuma come la fiamma e l'atmosfera olimpica fa il resto. Pellielo ha vinto il bronzo a Sydney 2000 e poi l'argento ad Atene 2004: sa che il prossimo appuntamento a cinque cerchi, in Cina, potrà essere la sua grande occasione.
La storia del tiro a volo già lo annovera tra i suoi protagonisti: l'oro olimpico significherebbe entrare nella leggenda dello sport.
Raul Leoni
addetto stampa delle Fiamme Azzurre
25 novembre 2005