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martedì 27 settembre 2005

AUGUSTA IANNINI, capo del dipartimento per gli Affari di Giustizia

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Il 29 settembre 2005 si aprono a Ischia i lavori del seminario Agis sulla contraffazione e la pirateria e, più in generale, su tutti quegli atti che ledono la proprietà intellettuale. Il seminario è cofinanziato dalla Commissione europea e si conclude il 1° ottobre. Nell'editoriale di questa settimana, il capo del dipartimento per gli Affari di Giustizia, Augusta Iannini, presenta i temi oggetto del confronto fra magistrati ed esperti investigativi internazionali.


Quando il dipartimento degli Affari di Giustizia ha proposto l'approfondimento di questo tema, il problema dei danni che il mercato del falso arreca all'economia, era da tempo avvertito dagli operatori del diritto. Ma, diversamente da altri fenomeni criminali che destano un forte allarme sociale, la falsificazione di prodotti commerciali non viene percepita come un comportamento ad elevato indice di illiceità.

Le strade delle maggiori capitali europee sono piene di prodotti "firmati" contraffatti ed è noto che l'indotto determinato dal mercato del falso raggiunge livelli di tutto rispetto per l'economia di molti paesi e non solo di quelli emergenti.

Dunque il primo problema è quello di sviluppare una sensibilità collettiva sulla illiceità del fenomeno, spiegando che il mercato della contraffazione è sempre più legato alla criminalità organizzata sia per l'evidente gestione dell'attività su larga scala sia per gli elevati profitti che possono essere conseguiti senza rischio di applicazione delle gravi pene previste dalla legge, proprio per la scarsa sensibilità che si registra nel punire certe condotte.

Il legislatore nazionale ha introdotto pesanti sanzioni anche contro gli acquirenti di prodotti contraffatti, ma la loro entità, nella coscienza sociale, appare ancora oggi sproporzionata.

Quando proviamo a riflettere sulle cause che determinano una così superficiale consapevolezza dell'illiceità la risposta è immediata: i prezzi elevati dei prodotti originali sembrano giustificare il ricorso ad un mercato che offre imitazioni accettabili ad un prezzo assolutamente concorrenziale.

Se questo è vero e se quindi il consumatore non si ritiene sostanzialmente leso nei suoi diritti, difficilmente si potrà sviluppare una coscienza dell'illiceità che aiuti a combattere il fenomeno criminale.

Questi i temi salienti affrontati nel corso dei lavori del seminario. Ad Ischia sono inoltre presenti esperti provenienti dagli Stati partner del progetto, Francia e Spagna; rappresentanti della Commissione europea per illustrare le proposte di direttiva e di decisione-quadro sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e di repressione delle conseguenti violazioni.

Il seminario vuole essere, inoltre, un momento di confronto con le normative dei diversi paesi membri dell'UE e offrire la possibilità di concludere particolari accordi di cooperazione giudiziaria con i paesi maggiormente interessati. Largo spazio, infine, agli interventi delle forze di polizia impegnate nella repressione dell'attività criminale e del mondo dell'impresa che da tempo segnala la gravità del fenomeno per le economie nazionali.

Augusta Iannini
Capo del dipartimento per gli Affari di Giustizia


27 settembre 2005