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venerdì 3 giugno 2005

ROSARIO PRIORE, capo del dipartimento per la Giustizia Minorile

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Il 1° giugno 2005 entra in vigore, tra l'Italia e il Libano, l'accordo concernente la cooperazione in questioni di diritto di famiglia firmato il 15 luglio 2004 presso il Ministero degli Esteri di Beirut, alla presenza del Segretario Generale del Ministero degli Esteri, Umberto Vattani, il suo omologo, Mohammed Issa e il Vice Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile, Sonia Viale.

Questo accordo rappresenta la conclusione di un progetto di cooperazione iniziato nel marzo 2003, inserendosi nell'ambito di quelle iniziative che il dipartimento per la Giustizia Minorile sta conducendo al fine di individuare soluzioni concrete alle controversie tra genitori di diversa nazionalità, prevalentemente in merito all'affidamento e alle visite dei figli minorenni.
Nello specifico, vengono affrontate le problematiche relative sia alla sottrazione internazionale del minore nato da una coppia di nazionalità mista, sia all'opposizione del genitore affidatario alle visite del genitore non affidatario al figlio. Pertanto, verrà salvaguardato il "fanciullo" dalle sottrazioni illecite o dai mancati suoi ritorni nel Paese in cui aveva la residenza abituale.
 
La necessità di procedere alla stipula di accordi coi Paesi Islamici è conseguenza della mancata loro adesione alla Convenzione de L'Aja del 25 ottobre 1980, sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori.
Rosario Priore
capo dipartimento per la Giustizia Minorile
3 giugno 2005
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Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica libanese concernente la cooperazione in questioni di diritto di famiglia

Il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica libanese, d'ora in poi denominati "le Parti";

Desiderosi di promuovere la cooperazione fra Italia e Libano;

Considerate le disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, adottata a New York il 20 novembre 1989, ed in particolare le disposizioni dell'articolo 11, secondo cui gli Stati membri prendono le misure necessarie al fine di impedire gli illeciti spostamenti all'estero dei fanciulli o il loro mancato ritorno e a tale scopo favoriscono la conclusione di accordi bilaterali o multilaterali in materia;

Considerate le disposizioni della Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari del 24 aprile 1963, e, in particolare, le disposizioni di cui all'articolo 5, lettere e) ed h), in virtù delle quali le funzioni consolari consistono, fra l'altro, nel prestare assistenza ai cittadini dello Stato di invio e nel salvaguardare, entro i limiti stabiliti dalle leggi e dai regolamenti dello Stato di residenza, gli interessi dei minori che sono cittadini dello Stato di invio;

Consapevoli che i problemi relativi allo stato delle persone e, in particolare, le questioni attinenti all'affidamento dei minori, spesso presentano aspetti dolorosi che giustificano la ricerca, a livello bilaterale, di una soluzione equitativa ed umana;

Desiderosi di rispettare le leggi e le decisioni delle Autorità giudiziarie di ciascuno dei due Stati;

Desiderosi di promuovere e sviluppare la cooperazione in tale settore fra i due Stati allo scopo di comporre le controversie in tali materie,

Concordano quanto segue

Articolo l

1. E' istituita una Commissione mista consultiva, costituita da funzionari delegati dei Ministeri competenti, ossia per l'Italia: i Ministeri degli Affari Esteri e il Ministero della Giustizia, per il Libano: i Ministeri della Giustizia, dell'Interno, degli Affari esteri e dell'Emigrazione. Ciascuna delle Parti può aggiungere alla propria delegazione altri esperti in funzione della specificità dei casi sottoposti alla Commissione.

2. Ciascuna Parte designerà inoltre un coordinatore allo scopo di garantire il buon fine dei lavori della Commissione e i rapporti con l'altra Parte.

Articolo 2

La Commissione è un organo di concertazione, di coordinamento e di consultazione per le autorità competenti di ciascuna delle Parti.

Articolo 3

La Commissione esamina i casi concernenti i cittadini delle Parti contraenti relativi all'esercizio dei diritti di affidamento e di visita, nonché alla protezione dei diritti del minore, al fine di facilitarne la soluzione e di renderla attuabile.

Articolo 4

A tali fini la Commissione:
a) adotta tutte le disposizioni necessarie a favorire la conciliazione fra le parti interessate, in particolare allo scopo di facilitare il ritorno del minore illecitamente trasferito o l'esercizio del diritto di visita e di custodia da parte del genitore non affidatario;
b) assicura l'informazione ai genitori o ai tutori relativamente alla localizzazione, alla situazione economica, fisica e psicologica dei minori, nonché allo stato delle procedure in corso agli stessi relative;
c) facilita gli spostamenti dei minori e dei genitori tra i territori delle due Parti, al fine di assicurare l'effettivo esercizio del diritto di ogni minore ad avere relazioni personali dirette e regolari con ciascun genitore o con i suoi tutori, fatte salve circostanze eccezionali che mettano in pericolo i minori sul piano psicologico e/o fisico;
d) intraprende le azioni necessarie per facilitare l'ottenimento dei visti e, all'occorrenza, del permesso di espatrio del minore o del genitore non affidatario;
e) promuove una stretta collaborazione fra le autorità competenti di ciascuna delle due Parti e la trasmissione alle stesse delle informazioni e dei documenti relativi ai casi che ad essa sono sottoposti.

Articolo 5

L'attività della Commissione non pregiudica il ricorso ad altre modalità di trasmissione e di esame dei casi fra le due Parti, né la loro composizione da parte delle autorità competenti.

Articolo 6

Gli atti relativi ai casi sottoposti alla Commissione sono trasmessi per via diplomatica.

Articolo 7

La Commissione si riunisce, su richiesta dell'una o dell'altra Parte, ogni qualvolta se ne presenti la necessità e in data convenuta di comune accordo.

Articolo 8

La Commissione ha facoltà di procedere all'audizione di chiunque nonché di acquisire i documenti e le informazioni necessari per ciascun caso.

Articolo 9

La Commissione redige un verbale delle proprie riunioni nonché un rapporto scritto delle proprie conclusioni. La Commissione garantisce la riservatezza dei casi esaminati.

Articolo 10

Le Parti si consulteranno relativamente all'interpretazione o all'applicazione del presente Accordo.

Articolo 11

Il presente Accordo si applica a qualsiasi caso presentato da una Parte, anche se i fatti su cui si basa sono precedenti all'entrata in vigore del presente Accordo.

Articolo 12

Le disposizioni del presente Accordo non limitano né pregiudicano in alcun modo i diritti e i doveri di ciascuna Parte, che derivino da convenzioni internazionali multilaterali.

Articolo 13

Ciascuna Parte notificherà all'altra Parte l'espletamento delle procedure richieste per l'entrata in vigore dell'Accordo.
Il presente Accordo entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data di ricezione della seconda delle due notifiche con le quali le Parti avranno proceduto a notificarsi reciprocamente l'espletamento delle rispettive procedure interne.

Articolo 14

Il presente Accordo è stipulato per un periodo indeterminato.
Ciascuna parte potrà denunciare il presente Accordo in qualunque momento, dandone preavviso scritto all'altra Parte. La denuncia prende effetto a decorrere da sei mesi dopo la ricezione del preavviso.

In fede di che, i sottoscritti Rappresentanti, debitamente autorizzati dai rispettivi Governi, hanno firmato il presente Accordo.

FATTO a Beirut il 15 luglio 2004 duplice originale, nelle lingue italiana, araba e francese, i tre testi facenti ugualmente fede. In caso di divergenze nell'interpretazione, prevarrà il testo in lingua francese.

Per il Governo della Repubblica Italiana

Per il Governo della Repubblica Libanese