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venerdì 27 maggio 2005

SONIA VIALE, vice capo del dipartimento per la Giustizia Minorile

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L'analisi statistica dei dati relativi ai flussi di utenza dei Servizi della Giustizia Minorile nell'anno 2004 ha evidenziato, rispetto all'anno precedente, un aumento del numero dei minori negli Istituti penali per i minorenni, nei Centri di prima accoglienza, nelle Comunità e del numero dei minori segnalati agli Uffici di servizio sociale per minorenni, con un aumento generale dell'utenza straniera. Nell'editoriale di Sonia Viale, numero due del DGM, il commento sui dati appena pubblicati dal dipartimento.
I dati relativi ai flussi d'utenza dei servizi della giustizia minorile relativi all'anno 2004 confermano le linee di tendenza generale, ossia un progressivo aumento della presenza media giornaliera di minori negli Istituti penali ed un considerevole aumento dei collocamenti in Comunità.
L'analisi statistica di recente pubblicazione, realizzata dal Dipartimento per la Giustizia Minorile (Ufficio II - Servizio Statistico) riguarda i minori che costituiscono l'utenza dei Servizi della Giustizia Minorile.
In particolare nel 2004 nei Centri di Prima Accoglienza (per quanto riguarda i minori arrestati, fermati o accompagnati, ospitati dal C.P.A. fino all'udienza di convalida) sono stati registrati 3.966 ingressi , valore in aumento rispetto all'anno precedente (+9,8%).

La componente straniera nel 2004 ha costituito il 59% dell'utenza complessiva e rispetto al 2003 è aumentata del 15% ; la componente italiana è invece diminuita del 4%.
La gran parte dell'utenza straniera proviene dai Paesi dell'Est Europeo (76% del totale degli stranieri) quali la Romania, la ex Jugoslavia (Serbia, Montenegro, Bosnia -Erzegovina e la Croazia) oppure dai Pesi del Nord Africa (17% Marocco e Algeria). Rispetto all'anno 2003 , si osserva un aumento dell'utenza rumena (17%) e di quella sudamericana (15%), mentre i minori provenienti dall'Albania e dall'Africa resta immutato.
Con riferimento agli Istituti penali per minorenni , la presenza media giornaliera nell'anno 2004 è risultata pari 497 minori, in aumento del 5% rispetto all'anno precedente.
I minori stranieri aumentano e l'incidenza è risultata essere pari al 55% (l'anno precedente il 49%). La maggior parte dei detenuti stranieri (il 54% sul totale) provengono dai Paesi dell'Est Europeo ed in particolare Romania, Paesi della ex Jugoslavia e dall'Albania.
Rispetto all'anno 2003 si osserva l'aumento del numero dei detenuti africani (da 82 a 87) e di quelli provenienti dall'Est Europeo ( da 133 a 168). L'aumento riguarda essenzialmente i rumeni da 46 a 71 e quelli provenienti da Serbia e Montenegro da 45 a 54. I minori provenienti dall'Albania diminuiscono da 33 a 19.
Passando ad esaminare la posizione giuridica, il 52% sul totale dei presenti è in attesa di primo giudizio, l' 11% appellanti, i definitivi sono , invece, il 36% del totale.

Nel 2004 l'utenza italiana è per il 55% costituita da giovani adulti (18- 21 anni), mentre per gli stranieri il 50% è compresa tra i sedici ed i diciassette anni.
L'utenza degli IPM del Nord e del Centro è costituita soprattutto da soggetti di nazionalità straniera , al Sud e nelle Isole continua a prevalere la componente italiana anche se il numero degli stranieri sta diventando sempre più elevato.
Dall'analisi dei dati relativi al reato più grave si nota la prevalenza dei reati contro il patrimonio (65%) (furto e rapina aggravata). Il 21% è il numero dei detenuti per violazione delle disposizioni del DPR 309/90.
Con riferimento alle Comunità , i dati riguardano i minori sottoposti a provvedimento penale collocati sia presso le Comunità pubbliche, sia presso comunità private.
Il numero dei collocamenti ha registrato un considerevole aumento negli ultimi anni: da 834 nel 1998 a 1423 nel 2003 e 1.806 nel 2004.
La misura del collocamento in comunità è applicata soprattutto agli italiani nella misura del 50% ( prevalenza classe di età 16-17 anni e sesso maschile). La maggior parte dei collocamenti in Comunità è disposta ai sensi dell'art. 22 DPR 448/88 ossia come misura cautelare. Rilevante è anche il numero di ingressi per applicazione dell'art. 28 (318) ossia per l'istituto della messa alla prova.
Anche per i minori collocati in comunità la prevalenza è per i reati contro il patrimonio seguita dalle violazione della legge in materia di sostanze stupefacenti.
Le comunità caratterizzandosi come strutture a carattere non restrittivo registrano un alto tasso di allontanamenti arbitrari. Nel 2004 si sono registrati 627 allontanamenti arbitrari e, disaggregando il dato per nazionalità, si registra il 53% per i nomadi, il 45% per gli stranieri ed il 23% per gli italiani.
Numerosi comunque sono anche i rientri spontanei (142) ma riguardano soprattutto la componente italiana.
I collocamenti in comunità riguardano al centro nord principalmente i minori stranieri, mentre al sud e nelle isole prevale l'utenza italiana.
I collocamenti nelle Comunità ministeriali hanno rappresentato il 21% del totale dei collocamenti disposti nel 2004.
Per quanto riguarda, infine, gli Uffici di servizio sociale, i dati si riferiscono ai minori segnalati agli U.S.S.M. dall'Autorità Giudiziaria , ai minori presi in carico, ed agli interventi attuati in esecuzione dei provvedimenti giudiziari.
Rispetto al 2003 si è registrato un aumento del numero dei minori segnala pari al 5% , è invece diminuito del 1,4% il numero dei minori presi in carico.
L'utenza degli USSM è in gran parte di nazionalità italiana (66% dei segnalati, e il 76% dei presi in carico).
In un ottica temporale comunque l'incidenza dei minori stranieri sul totale dell'utenza è in aumento.
Con riferimento alla posizione giuridica, nel 2004 il 73% dei soggetti segnalati dall'A.G. era a piede libero e per i presi in carico questa percentuale è pari al 70%, senza alcuna variazione rispetto all'anno precedente.
A conclusione di questo sintetico esame, oltre a rimandare alla dettagliata analisi statistica, si può affermare che si assiste, ormai da alcuni anni, progressivamente ad un costante aumento dei minori che transitano nei servizi della giustizia minorile. Si assiste altresì ad una progressiva e costante modifica della tipologia dei minori devianti. Tutto questo comporta un costante impegno da parte della Giustizia Minorile al fine di adeguare le risposte, senza prescindere dal necessario coinvolgimento di tutto il sistema sociale e dal ruolo delle agenzie educative.
Sonia Viale
Vice capo del dipartimento per la Giustizia Minorile
27 maggio 2005