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venerdì 1 aprile 2005

BIAGIO ROBERTO CIMINI, direttore dell'Ufficio I della direzione generale della Giustizia Penale

Conoscere meglio la giustizia. La pubblicazione dei dati statistici elaborati dalla Direzione generale della Giustizia Penale
Il D.P.R. 6 marzo 2001, n. 55, ha assegnato alla Direzione Generale della Giustizia penale, tra gli altri, il compito di effettuare rilevazioni statistiche al fine di valutare l'impatto socio-giuridico di alcune leggi (in particolare di recente istituzione) o anche la consistenza di alcuni fenomeni di rilevanza penale.

Tali rilevazioni consentono di effettuare un'analisi quantitativa e qualitativa dei fenomeni presi in considerazione.

L'analisi quantitativa, compiuta tramite la raccolta dei dati numerici, consente di descrivere correttamente il fenomeno (anche a livello di ripartizione territoriale), di studiarne l'andamento nel corso del tempo ed individuarne eventualmente le possibili cause.

L'analisi qualitativa, compiuta tramite la raccolta dei provvedimenti emessi dalle autorità giudiziarie, consiste nell'individuare eventuali questioni di legittimità costituzionale e/o difficoltà interpretative o attuative delle norme penali in materia da parte degli uffici giudiziari (che costituiscono inoltre l'unità presso cui vengono rilevati i dati), per decidere, all'esito di attente valutazioni, se sia opportuno segnalare la predisposizione di eventuali proposte di modifiche o di integrazione di tipo normativo rispetto ad eventuali situazioni patologiche che dovessero emergere dall'analisi stessa.

La pubblicazione sul sito del Ministero della giustizia dei dati statistici raccolti già da diversi anni, prima dalla Direzione Generale per gli Affari Penali, ora dalla Direzione Generale della Giustizia Penale, tramite i propri Uffici I e III, consente di aprire un ulteriore spazio di interesse per i temi della giustizia anche per i non addetti ai lavori, dal momento che proprio dall'osservazione diretta dei numeri nel loro complesso si può avere una idea immediata e di tipo visivo di alcuni fenomeni che interessano da vicino il mondo della giustizia.

Ma anche per gli addetti ai lavori un tale materiale statistico riveste un interesse di non poco conto. Merita di essere ricordato, al riguardo, che ben 7 delle 9 rilevazioni attualmente svolte dall'Ufficio I della Direzione Generale della Giustizia Penale costituiscono parte integrante del Programma Statistico Nazionale, e cioè dell'insieme delle rilevazioni condotte dagli enti pubblici e privati che compongono il Sistema Statistico Nazionale (SISTAN). Proprio dalle finalità proprie di tale sistema, che prevede che "I dati elaborati nell'ambito delle rilevazioni statistiche comprese nel programma statistico nazionale sono patrimonio della collettività e vengono distribuiti per fini di studio e di ricerca a coloro che li richiedono&" (art. 10 del D.L.vo 6 settembre 1989, n. 322, istitutivo del SISTAN, relativamente all'accesso ai dati statistici), è nata l'idea di inserire tali dati statistici su alcune pagine del sito Internet del Ministero. Inoltre, 4 dei rilevamenti statistici in questione sono propedutici alla redazione di relazioni da presentare al Parlamento.

Le prime reazioni giornalistiche di alcuni importanti quotidiani nazionali testimoniano che si è trattato di una scelta giusta e testimoniano l'interesse che i dati stessi possono avere per una migliore comprensione dei fenomeni cui si riferiscono tali dati. E' inutile sottolineare l'importanza di rilevazioni statistiche, qualitativamente di ottimo livello e quantitativamente significative, che forniscano una fotografia attendibile di fenomeni come:

1) Interruzione volontaria della gravidanza: ai sensi dell'art. 16 della Legge 22 maggio 1978, n. 194 il Ministro della Giustizia è tenuto a presentare al Parlamento una relazione annuale sull'attuazione della Legge per quanto riguarda le questioni di competenza del suo Dicastero.

2) Patrocinio a spese dello Stato nel processo penale: ai sensi dell' art. 294 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, il Ministro della Giustizia è tenuto a presentare al Parlamento una relazione biennale sull'attuazione della nuova normativa sul patrocinio a spese dello Stato, che consenta di valutarne gli effetti ai fini di ogni sua necessaria e tempestiva modifica.

3) Immigrazione ed asilo: con la Legge 30 luglio 2002, n. 189, contenente modifiche alla normativa in materia di immigrazione ed asilo, sono state introdotte, tra l'altro, nuove fattispecie di reato quali quelle di cui agli artt. 13, 13° comma e 13° comma bis, e 14, 5° comma ter e 5° comma quater, del D.Lvo 25 luglio 1998, n. 286 così come modificato dalla L.189/02.

4) Beni sequestrati e confiscati: ai sensi dell' art. 3, comma 2 della Legge 7 marzo 1996, n. 109, il Governo trasmette al Parlamento una relazione semestrale relativa ai beni sequestrati e confiscati, allo stato del procedimento per il sequestro e la confisca dei beni, alla consistenza, destinazione ed utilizzazione dei beni.
5) Misure di prevenzione personali e patrimoniali: alla relazione semestrale sui beni sequestrati e confiscati è allegata, in via facoltativa e complementare (non essendo prevista da alcuna disposizione di legge), una relazione sulle misure di prevenzione personali e patrimoniali di cui alla Legge 13 settembre 1982, n. 646, considerata la stretta relazione tra i due argomenti.

6) Mafia; 7) Terrorismo; 8) Stupefacenti: ai sensi dell'art. 1 - comma 9 del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, il Ministero della Giustizia è tenuto a trasmettere all'Osservatorio permanente per la verifica dell'andamento del fenomeno delle droghe e delle tossicodipendenze istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali i dati relativi alle questioni di sua competenza, per la stesura della relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze in Italia che il Ministro per la solidarietà sociale deve presentare al Parlamento.

9) Prescrizioni verificatesi nel corso di procedimenti penali.

Non va trascurata, da ultimo, l'importanza che tali dati possono rivestire in una prospettiva internazionale. Ciò, alla luce dell'esigenza sempre più pressante, per gli Stati membri dell'Unione europea, di disporre di informazioni e di elementi di valutazione di fenomeni, siano essi criminali o collegati al buon andamento della giustizia, che non riguardano, ormai, solo un singolo paese ma hanno una dimensione transnazionale. Si pensi a fenomeni criminali quali l'immigrazione clandestina, il terrorismo o il traffico di stupefacenti, difficili da contrastare se non attraverso una comune azione ed una efficace cooperazione. Senza dimenticare fenomeni come il gratuito patrocinio, istituto che si proietta ormai in una dimensione europea per garantire l'accesso alla giustizia in modo sempre più facilitato ai cittadini europei ( ma che comporta costi economici non indifferenti con i quali non si può evitare di fare i conti).
 
La possibilità di disporre di questi elementi statistici di valutazione può sicuramente aiutare a conoscere meglio un mondo, quello della giustizia, che, troppo spesso, presenta un'immagine negativa verso i suoi utenti , e ciò anche quando, forse, non lo meriterebbe.

Biagio Roberto Cimini
Direttore dell'Ufficio I della direzione generale della Giustizia Penale
1 aprile 2005