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martedì 1 marzo 2005

SONIA VIALE, vice capo del dipartimento per la Giustizia Minorile

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Il nuovo Regolamento UE in materia di responsabilità parentale pone i figli al centro della famiglia. Approvato durante il semestre di presidenza italiana dell'UE, entra in vigore dal 1° marzo 2005. "Un altro passo in avanti è stato fatto", commentava il responsabile della Giustizia Minorile, Rosario Priore, nell'Editoriale dedicato all'approvazione del Bruxelles II bis. Nel giorno della sua effettiva applicazione, proponiamo l'analisi di Sonia Viale, numero due del DGM.
A partire dal 1° marzo 2005 entra in applicazione il nuovo Regolamento 2201/03 (c.d. Bruxelles II bis) in materia di responsabilità parentale, strumento che venne approvato durante il semestre di Presidenza italiana dell'Unione Europea.

Il Regolamento reca numerose innovazioni a partire dal titolo che prevede il passaggio dalla "potestà dei genitori" alla "responsabilità parentale". Sebbene il Regolamento non modifichi il diritto sostanziale che rimane invariato nei singoli ordinamenti nazionali e quindi in Italia non venga modificata la disciplina dei rapporti tra genitori e figli, tuttavia si tratta di un'importante modifica formale che pone al centro della famiglia i figli.

Altra importante novità è rappresentata dal venir meno della disparità di trattamento riservata dal precedente Regolamento 1347/2000 ai figli nati da genitori sposati rispetto ai figli nati da genitori non sposati. Infatti ora anche le sentenze in materia di affidamento e diritto di visita di quest'ultimi potranno circolare nell'Unione europea con procedure più rapide nell'interesse dei minori indipendentemente dalla procedura di separazione o divorzio dei genitori.

Non solo, ma per le sentenze in materia di diritto di visita, oltrechè in materia di rimpatrio dei minori, viene addirittura abolito l'exequatur, per cui una sentenza resa in un paese dell'unione europea potrà essere eseguita direttamente in un altro paese UE allegando un certificato ove vengono riportati, da parte dell'autorità che ha emanato il provvedimento, i dati essenziali del dispositivo.

Quanto sopra rappresenta un sistema di cooperazione giudiziaria avanzato, basato sulla fiducia reciproca tra sistemi di giustizia europei, su tematiche particolarmente vicine ai cittadini quali il diritto di famiglia. Purtroppo l'attenzione su questi temi è elevata, poiché aumentando il numero delle persone che circolano liberamente nell'Unione Europea aumentano le unioni miste ed i casi di separazione che vedono coinvolti i figli. Con il Regolamento 1347/2000, i provvedimenti relativi ai figli seguivano il destino delle sentenze di separazione e divorzio. Il nuovo Regolamento abroga il precedente testo e riordina in un unico strumento tutte le questioni concernenti le domande di separazione, divorzio o annullamento del matrimonio e quelle relative l'esercizio della responsabilità genitoriale sui figli avuti in comune dalla coppia e le materie relative alla responsabilità parentale che nel primo strumento rimanevano escluse. Viene individuato un criterio unico di competenza in materia di responsabilità parentale che è quello del giudice del luogo di residenza abituale del minore.

Una innovazione non meno importante delle precedenti, consiste nell'aver reso ancora più difficile la sottrazione di minori all'interno dell'Unione Europea. Infatti dai dati in possesso dal dipartimento per la Giustizia Minorile, risulta che su 99 casi seguiti dall'Autorità centrale italiana nell'anno 2004 ai sensi della Convenzione Aja '80, ben 64 casi di minori coinvolgevano paesi comunitari. Si tratta di una emergenza alla quale si è tentato di porre rimedio prevedendo una procedura che ripristini nel più breve tempo possibile la situazione precedente alla sottrazione e che preveda l'abolizione dell'exequatur per le sentenze in materia di rimpatrio del minore. Quale Autorità centrale per il Regolamento 2201/2003 è stato nominato il dipartimento per la Giustizia Minorile già Autorità centrale per la Convenzione Aja 1980.

In conclusione tale Regolamento, direttamente applicabile in Italia dal 1° marzo, può rappresentare anche un precedente importante per giungere alla razionalizzazione del sistema di giustizia minorile in Italia, ove vige attualmente una frammentazione delle competenze esistenti tra i tribunali per i minorenni ed i tribunali ordinari, i primi competenti in materia a decidere delle cause di responsabilità parentale di minori nati da genitori non sposati, i secondi competenti per quelle relative a minori nati da genitori sposati.

E' utile ricordare il sito internet http://europa.eu.int/comm/justice_home/ejn/news/whatsnew_it.htm ove può essere trovata la Guida pratica all'applicazione del Regolamento 2201/2003.
Sonia Viale
Vice capo del dipartimento per la Giustizia Minorile

1 marzo 2005