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sabato 5 febbraio 2005

PIERPAOLO BELUZZI, referente per l'informatica presso la Corte d'Appello di Brescia

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E' possibile che un nuovo sistema di organizzazione del lavoro possa raggiungere livelli di "Pareto - efficienza" assumendo una configurazione in cui tutti gli operatori della giustizia (magistrati, avvocati, cancellieri, personale amministrativo) non solo non peggiorino la propria situazione lavorativa precedente, ma aumentino le singole utilità?

E' possibile che lo stesso sistema sia in grado di assicurare quelle "condizioni di parità" fra le parti nella effettiva conoscenza degli atti processuali imposto dall'art.111 della Costituzione?

E' possibile che tale sistema, impiegando solo forze interne all'amministrazione, riesca ad operare in termini di piena economicità ed eco compatibilità, consentendo una drastica riduzione del consumo di carta?
DIGIT - il fascicolo processuale penale digitale
Le condizioni di parità ex art 111 Cost. nella conoscenza
del procedimento penale
 
 
Dall' ottobre 2003 il Tribunale di Cremona, con il coordinamento del CISIA Milano e la direzione della DGSIA, ha avviato una sperimentazione diretta ad acquisire in formato elettronico - con standard PDF - tutti i fascicoli cartacei che passano attraverso la fase dell'udienza preliminare.

Al momento dell'arrivo nella Cancelleria GIP GUP il fascicolo passa all'ufficio DIGIT COPIE, dove viene acquisito completamente a mezzo di apposito scanner ad alte prestazioni.

Tramite un bookbuilder, con semplici operazioni, viene generato il fascicolo digitale, in formato PDF, che conserva la piena familiarità (look-and feel) con il documento cartaceo, e rispetta i criteri di impaginazione cronologica del documento originale come prescritti per legge.

Vengono inseriti sempre dall'operatore segnalibri che consentono successivamente di "navigare" all'interno del fascicolo digitale (Digit file) nel giro di poche frazioni di secondo, attraverso migliaia di pagine.

Il fascicolo digitale viene sottoposto ad un riconoscimento O.C.R., (con possibilità di poter quindi effettuare anche ricerche full - text, sull' intero contenuto degli atti processuali) e quindi inserito in una apposita directory sulla Lan - rete interna al Tribunale.

Il fascicolo, in questo formato, è visibile attraverso un reader - Adobe Reader 6.0 e successivi, del tutto gratuito e di ampia diffusione.

La Cancellerie - in ordine alle pratiche di fissazione delle udienze preliminari, rinvio a giudizio ecc, utilizzano esclusivamente il fascicolo digitale, che richiamano sui propri PC client.

I giudici e i pubblici ministeri, gli avvocati che hanno richiesto la copia digitale, hanno la possibilità di prendere conoscenza costante degli atti dal proprio PC, effettuare ricerche all'interno dei singoli fascicoli digitali, (per es. tutti i riferimenti di un numero di telefono, di un nome, qualsiasi stringa) estrapolare parti del fascicolo da inserire nei propri provvedimenti (un verbale di sequestro,una dichiarazione testimoniale, un atto di impugnazione, una memoria ecc), sia come immagine (non modificabile) sia come "testo" sul quale intervenire a piacere, incrementando in maniera esponenziale - ed in conformità all'art. 111 Costituzione - l'effettiva conoscenza degli atti e delle informazioni processuali.

Il servizio copie per gli avvocati viene effettuato con rilascio su formato elettronico (pen drive - CD ROM) o cartaceo, utilizzando stampanti di rete, senza più alcun intervento manuale degli operatori.

All'esito della fase dell'udienza preliminare, la produzione cartacea che è maturata viene a sua volta "inserita" nel documento digitale, pronta per l'utilizzo successivo (appello, archiviazione definitiva, giudizio in fase dibattimentale).

Il formato prescelto garantisce l'integrità del documento, la possibilità di inserire file multimediali (video, audio: registrazione audio/video di interrogatori in carcere, originali audio relativi ad intercettazioni telefoniche in ordinanze di custodia cautelare, subito ed immediatamente disponibili con un semplice "click" al giudice, al pm, al difensore e allo stesso indagato), firme digitali, sistemi di sicurezza e riservatezza in grado di assicurare i più alti standard richiesti dalla normativa vigente.

La sperimentazione ha interessato - e continua a farlo - il 100% dei processi arrivati alla fase dell'udienza preliminare, con la "digitalizzazione" di oltre 240 fascicoli, per oltre 140 mila pagine.

Tutte le fasi di creazione dei fascicoli digitali sono state gestite esclusivamente con personale interno.

Alla sperimentazione è stato associato un attento studio di valutazione economica, diretto a comparare in un rapporto costs-benefits il sistema di rilascio copie "tradizionale" e quello a seguito della realizzazione del formato digitale, emergendo - a fronte di una qualità del servizio nemmeno paragonabile con la precedente - inequivocabili risparmi di spesa e addirittura rilevanti "profitti" per l'amministrazione della giustizia, in riferimento alla riscossione dei diritti di copia.

Il successo della sperimentazione presso il "pubblico" (entusiastico apprezzamento da parte degli Avvocati dell'intero distretto di Corte d'Appello) e il personale interno (con risparmio di "tempo" per il lavoro delle Cancellerie valutato intorno al 50%) ha comportato la necessità di integrare la progressiva realizzazione della banca dati costituita dai fascicoli digitali con soluzioni e politiche:

1) per la "sicurezza" idonee ad assicurare l'integrità dei dati e la riservatezza degli stessi;

2) per la piena fruibilità delle informazioni contenute nella banca dati agli autorizzati, e secondo le specifiche funzioni svolte;
 
3) per l'accessibilità alla banca dati dall'"esterno" agli autorizzati (principalmente difensori);
 
Si stanno attualmente valutando applicazioni in grado di assicurare le funzioni e i criteri di cui ai punti precedenti, nonché di:
 
4) "automatizzare" i passaggi che caratterizzano la realizzazione del fascicolo digitale, con idonee procedure di controllo, dall'acquisizione del documento mediante scanner al corretto invio nella directory di destinazione;
 
5) concepire la realizzazione del fascicolo digitale come un qualcosa di dinamico, vivo, in evoluzione, dove a fianco delle acquisizioni dal cartaceo devono sempre più inserirsi documenti in formato digitale "originali", prodotti dalla Polizia Giudiziaria, dai Cancellieri, e soprattutto dai magistrati e avvocati, atti ufficiali e autenticati con firma digitale, in piena conformità alle indicazioni del Codice della Amministrazione Digitale approvato dal Consiglio dei ministri in data 11 novembre del 2004.

Questa nuova fase sperimentale, tende a realizzare gli obiettivi da 1) a 5), attraverso soluzioni "esportabili" e pienamente "compatibili", a prescindere dalle procedure di realizzazione dei fascicoli (in formato PDF) alle altre fasi del processo.

In sostanza, un sistema "aperto", dove il documento in formato PDF (il nostro fascicolo in fase di evoluzione) venga associato a politiche di sicurezza e riservatezza differenziate in relazione alle varie fasi e ai singoli operatori, si formi in via progressiva da acquisizioni scanner e documenti digitali originali, sia sottoposto a controlli automatici in ordine al rispetto dei parametri per la sua formazione.

Due le premesse essenziali, che hanno caratterizzato l'intero progetto dalle sue origini:
 
1) l'utilizzo di SW commerciali, disponibili sul mercato, che non dovevano richiedere particolari sviluppi per essere adattati alle esigenze della nostra organizzazione di lavoro e ai nostri obiettivi;
 
2) che la soluzione adottata assicurasse per tutti gli operatori coinvolti la "Pareto efficienza", ovvero l'immediata percezione di collaborare ad un sistema di organizzazione del lavoro che migliorasse da subito la personale posizione.
 
Da circa 4 mesi sta "girando" presso il Tribunale di Cremona Adobe Policy Server 7.0, che sta proteggendo tutti procedimenti digitalizzati e tracciando gli accessi ai fascicoli stessi, secondo le politiche di sicurezza associate.

E' inoltre iniziata da gennaio 2005 la sperimentazione di:

a) un sistema di trasmissione, mediante Posta Elettronica Certificata A/R , di tutte le sentenze penali del Tribunale di Cremona alla Procura Generale presso la Corte d'Appello di Brescia, per il visto. Il sistema PEC AR consentirà di ritenere valido, a tutti gli effetti di legge, la trasmissione delle sentenze, con relativo invio e accettazione mediante firma digitale e apposizione della marca temporale, al fine dell'avvenuto deposito;
 
b) un sistema di trasmissione dei fascicoli digitali completi, a richiesta della Procura Generale, per le valutazioni in ordine alle eventuali impugnazioni;
 
c) un sistema di trasmissione dei fascicoli digitali completi, mediante PEC AR agli avvocati presso i loro studi professionali, con le politiche di sicurezza associate.
Il tutto in "tempo reale" (ovvero nel giro di pochi minuti).


Pierpaolo Beluzzi,
Magistrato referente distrettuale per l'informatica presso la Corte d'Appello di Brescia

5 febbraio 2005