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giovedì 27 gennaio 2005

GIOVANNI ILARDA, referente per l'informatica per il distretto di Palermo

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Le richieste di adozioni internazionali sono in continuo aumento in Italia come in tutti i paesi economicamente sviluppati. Per favorirle, il ministero della giustizia ha lavorato d'intesa con la regione Sicilia ad una piattaforma informatica per velocizzare il procedimento, proponendo un modello di collaborazione talmente avanzato da poter essere esteso in futuro a tutto il territorio nazionale.

Nell'Editoriale, Giovanni Ilarda magistrato referente per l'informatica per il distretto di Palermo e componente del Comitato di Progetto per l'informatizzazione del procedimento delle adozioni internazionali, racconta i motivi che hanno animato l'iniziativa e quali obiettivi si sono voluti realizzare.
In qualsiasi processo produttivo di beni o servizi la celerità e l'adeguatezza dei sistemi di comunicazione e di acquisizione delle materie prime sono decisive per la qualità del prodotto ed il contenimento dei tempi e dei costi di realizzazione.
Un concetto che sino a qualche tempo fa era impensabile estendere al settore pubblico, ma che oggi comincia a farsi strada anche nel contesto dell'organizzazione giudiziaria. Il riferimento agli schemi aziendalistici non vuole esprimere semplicistiche simpatie per una generalizzata "privatizzazione" del sistema, ma è incontestabile che la ricerca di norme e sentenze, che rappresentano le "materie prime" per giudici e avvocati, non può più continuare su repertori, codici e gazzette, come, d'altra parte, appare inconcepibile che si continui ad utilizzare il servizio postale ordinario o il fax per comunicazioni che possono essere effettuate in tempo reale e con costi di gran lunga inferiori in via telematica.
Tali ottocenteschi sistemi sono incompatibili con le esigenze di efficienza e celerità di un moderno sistema giudiziario, soprattutto quando la cronica lentezza dei processi, che continua a far collezionare all'Italia condanne in sede internazionale, assume aspetti di particolare drammaticità.
È quanto accade anche nel campo della giustizia minorile e delle adozioni internazionali in particolare, un settore dove la lentezza della "macchina giudiziaria" assume, fra l'altro, anche aspetti di allarme sociale, perchè dal ritardo nella definizione dei procedimenti di adozione internazionale trae alimento una delle forme di criminalità più ripugnanti: il commercio di minori.
Sotto un diverso profilo va considerato che si tratta di un'area giudiziaria nella quale la società esprime una domanda in continua espansione che non riesce ad ottenere adeguata risposta; a partire dagli anni 90, infatti, la tendenza all'aumento nelle adozioni internazionali è stata costante, con un'escalation che rispecchia il trend di tutti i Paesi economicamente sviluppati dove il miglioramento delle condizioni socio-economiche ha avuto come conseguenza la riduzione del numero dei minori abbandonati e l'orientamento delle richieste di adozione sul piano internazionale.
In Italia, in particolare, nel periodo 18.11.2000/30.6.2004, secondo i dati ufficiali della Commissione per le adozioni internazionali, i bambini per i quali è stata concessa l'autorizzazione all'ingresso nel territorio nazionale sono stati 8.749.
In questo contesto e sulla base di queste premesse è maturata l'intesa fra il Ministero della Giustizia e la Regione Siciliana per la realizzazione di una piattaforma informatica diretta a velocizzare il procedimento per le adozioni internazionali.
Un'intesa che è stata formalizzata con il protocollo firmato nel mese di settembre 2003 e con la quale si è voluto dare risposta unitaria a tre diverse esigenze: assicurare una famiglia ai minori abbandonati quanto prima possibile, provvedere tempestivamente di fronte alle aspettative di migliaia di coppie senza figli, contrastare incisivamente il commercio dei minori da parte della criminalità organizzata transnazionale.
L'intervento della Regione era indispensabile perchè alle Regioni la legge affida la vigilanza sul funzionamento delle strutture competenti a sviluppare l'istruttoria psico-sociale e perchè sempre alle Regioni è attribuito il compito di prevedere forme stabili di collegamento tra i Servizi Sociali ed i Tribunali per i Minorenni.
La firma del protocollo d'intesa ha dato avvio alla sperimentazione di una forma di collaborazione fra Ministero della Giustizia, Regione ed enti locali, sicuramente inusuale nel quadro dei modelli operativi tradizionali dell'organizzazione giudiziaria, ma i cui risultati sono andati al di là di ogni aspettativa.
In un periodo di tempo brevissimo sono state acquisite le infrastrutture necessarie, si è proceduto alla formazione del personale e si è avviata la fase di test. Un risultato gratificante per quanti, da oltre un anno si dedicano all'attuazione di un progetto di notevole rilevanza sociale, con importanti proiezioni internazionali e destinato ad essere esteso all'intero territorio nazionale.
Quest'ultima affermazione trova fondamento nella validità del progetto, anche sotto il profilo tecnico, riconosciuta dal Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) che, su richiesta del Ministero della Giustizia, ne ha approvato alcuni giorni fa il finanziamento.
Risultati che è stato possibile ottenere solo grazie alla costante attività di coordinamento della Direzione Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati e alla collaborazione di uno staff fortemente motivato dalla volontà di dare un volto nuovo al sistema giudiziario e di operare per un "servizio giustizia" rispondente alle esigenze della società moderna e alle aspettative dei cittadini. Un'altra tappa importante contro la giustizia-lumaca che, come è stato osservato, nel campo civile premia chi si serve del processo per lucrare indebiti vantaggi (con effetti disincentivanti per gli investitori stranieri e devastanti per l'economia nazionale) e nel settore penale sacrifica le ragioni delle vittime del reato e colpisce, contro ogni logica e principio, quando il condannato risulta, magari, persona profondamente diversa da quella che molti anni prima ha violato la legge.

Giovanni Ilarda
Magistrato Referente per l'Informatica per il Distretto di Palermo
Componente del Comitato di Progetto per l'informatizzazione del procedimento delle adozioni Internazionali
27 gennaio 2005