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giovedì 2 dicembre 2004

BRUNO TUCCI, presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio

La Camera dei Deputati, dopo una lunga discussione e grazie al voto favorevole di una ampia maggioranza, ha di recente approvato il testo di un disegno di legge che regolamenta in maniera innovativa il reato di diffamazione a mezzo stampa, questione cruciale per garantire quella libertà di manifestazione del pensiero costituzionalmente sancita. Fortemente ridotte le sanzioni per i trasgressori: annullata la misura detentiva, la diffamazione è punibile con una sanzione pecunaria il cui ammontare massimo è di diecimila euro. Rinnovato peso assume l'istituto della rettifica: la pubblicazione di una smentita priva di ulteriori commenti è sufficiente per evitare una condanna. In attesa del definitivo sì del Senato, l'editoriale di Bruno Tucci evidenzia le dinamiche che hanno portato a questa svolta, come pure le possibili connessioni che si potrebbero creare tra il mondo del giornalismo e quello della Giustizia.
L'Ordine dei giornalisti del Lazio ha organizzato per il 7 dicembre a Palazzo San Macuto (Sala del Refettorio) un convegno-dibattito per discutere le innovazioni introdotte dalla riforma delle norme sulla diffamazione a mezzo stampa approvate in prima lettura dalla Camera dei Deputati.
Le novità più importanti sono la cancellazione della pena detentiva e la non punibilità nel caso in cui l'autore dell'offesa provveda alla pubblicazione di dichiarazioni o rettifiche. Se la riforma passerà anche l'esame del Senato i giornalisti rischieranno solo pene pecuniarie, che nel massimo potranno arrivare a diecimila euro, ma anche l'interdizione da uno a sei mesi dalla professione nel caso di recidiva. Inoltre la sentenza di condanna sarà trasmessa all'Ordine professionale di appartenenza per eventuali sanzioni disciplinari.
Nel tentativo di stroncare il mercato delle citazioni miliardarie la nuova legge ha previsto un tetto di trentamila euro ai risarcimenti per i danni morali e solo quando il giudice è chiamato a decidere secondo equità. Resta ovviamente senza limite la pretesa di chiedere il risarcimento di danni patrimoniali quasi sempre indimostrabili e molto spesso strumentali a quella che è stata definita una vera e propria monetizzazione dell'onore.
Uno dei punti più controversi riguarda la rettifica, un istituto che non ha mai trovato pratica e concreta applicazione nel mondo dei media perché ad essa è stata preferita la più remunerativa via della querela o della citazione civile. Per ovviare a questo stato di cose, l'ordine dei giornalisti aveva suggerito di considerare la richiesta di rettifica come condizione di procedibilità sia per le azioni penali che per quelle civili. La Camera ha ritenuto invece di elevare la sua pubblicazione a condizione di non punibilità.
L'esperienza dirà se è stata una scelta felice oppure no. Di certo non tutte le innovazioni introdotte dalla riforma hanno riscosso il consenso degli operatori del mondo dei media. Alcuni hanno suscitato dubbi e perplessità soprattutto per quanto riguarda la quasi certezza che alla sentenza di condanna faccia seguito la pena accessoria dell'interdizione dalla professione.
Per questi e per altre motivi l'Ordine dei giornalisti del Lazio ha invitato gli addetti ai lavori ad un pubblico confronto con i componenti della Commissione Giustizia della Camera che hanno dato vita alla proposta di legge, nell'auspicio che dal dibattito possano emergere spunti di riflessione utili ad un eventuale miglioramento delle norme.
In sintesi le novità più significative sono:
  • l'eliminazione della pena detentiva
  • la "cancellazione" della riparazione pecuniaria
  • la riduzione ad un anno del termine di prescrizione dell'azione civile
  • la previsione di condanna del querelante in caso di "lite temeraria"
  • il tetto "massimo" del danno morale fissato a 30.000 euro
  • il rafforzamento dell'istituto della rettifica per cui la pubblicazione senza commenti, è causa di non punibilità
  • il diritto del giornalista di chiedere al direttore la pubblicazione della smentita con procedura d'urgenza ex articolo 700 c.p.c.
  • la pena accessoria dell'interdizione dalla professione da uno a sei mesi alla seconda condanna passata in cosa giudicata
  • la trasmissione degli atti all'ordine professionale per eventuale procedimento disciplinare
  • la modifica dell' articolo 57 del Codice penale che attribuiva al direttore la responsabilità di un reato colposo per omesso controllo dei contenuti del giornale, è stato modificato. In conseguenza di ciò, d'ora in avanti se vi è concorso con il giornalista, il direttore risponde di concorso e ha diritto solo ad uno sconto di pena.

Bruno Tucci
Presidente ODG Lazio

NATO A ROMA IL 9 GENNAIO 1935
GIORNALISTA PROFESSIONISTA DAL 1959

COMINCIA LA SUA ATTIVITA' PROFESSIONALE NEL 1956 AL MESSAGGERO DI ROMA. ENTRA IN CRONACA FINO A DIVENTARE VICE CAPO CRONISTA. VIENENOMINATO INVIATO SPECIALE NEL 1970 E, CON QUESTA MANSIONE, SEGUE I PIU'IMPORTANTI AVVENIMENTI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI (IL TERRORISMO, IL COLERA A NAPOLI, I RAPIMENTI,IL CASO FENTRINELLI, I CAMPIONATI DEL MONDO DI CALCIO ETC.) NEL 1978, NEL MESE DI SETTEMBRE, VIENE ASSUNTO AL CORRIERE DELLA SERA SEMPRE COME INVIATO ED ANCHE QUI SEGUE GLI AVVENIMENTI PIU' IMPORTANTI (LA PRIMA GUERRA DEL GOLFO, LA CRISI ALBANESE,I VIAGGI DEL PAPA IN TERRE LONTANE, ANCORA I CAMPIONATI MONDIALI DI CALCIO OLTRE AI FATTI INTERNI COME IL PROCESSO TORTORA, I PRIMI SBARCHI DEI CLANDESTINI IN PUGLiA E CALABRIA ETC). DAL GIUGNO DEL 1995 E' PRESIDENTE DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI DEL LAZIO.


2 dicembre 2004