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lunedì 8 novembre 2004

LUIGIA MARIOTTI CULLA, direttore dell'Istituto Superiore di Studi Penitenziari

Con la consulenza scientifica dell'università LUMSA di Roma sono state definite le linee guida del piano di comunicazione del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. La realizzazione delle strategie, che approfondiscono il Piano Esecutivo di Azione (PEA) n. 48, mira a favorire una maggiore conoscenza delle attività che si svolgono nelle strutture penitenziarie, come ci spiega nell'editoriale il direttore dell'ISSP Luigia Mariotti Culla, così da agevolare l'interazione con il cittadino, con il territorio e con quanti sono chiamati a partecipare alla funzione di reinserimento sociale delle persone detenute.
Raccogliendo l'invito che il Ministro della Funzione Pubblica ha rivolto alle Amministrazioni dello Stato, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria è, anche quest'anno, presente al COM.P.A.
Nello stand, interamente realizzato presso il laboratorio di falegnameria dell'istituto penitenziario di Roma Rebibbia Nuovo Complesso, sono disponibili informazioni su servizi, progetti ed alcune delle numerose attività che vengono promosse per le 56.000 persone detenute negli istituti penitenziari o per le 38.000 ammesse alle misure alternative al carcere e seguite dai Centri di Servizio Sociale per adulti (i dati dettagliati sono disponibili sul sito www.giustizia.it).
L'intento di stabilire con il cittadino un flusso comunicativo costante è esigenza profondamente sentita dall'Amministrazione penitenziaria che è chiamata a svolgere una delicata e complessa funzione sociale che investe non solo i cittadini condannati a scontare una pena, ma anche i loro familiari, le vittime dei reati e l'intera società civile.
Il lavoro che quotidianamente si svolge nelle strutture penitenziarie ha bisogno di essere maggiormente conosciuto perché è importante, perché è difficile, ma soprattutto perché contribuisce a creare un terreno più fertile e fecondo di interazione con il cittadino, con il territorio, con quanti sono chiamati a partecipare alla funzione di reinserimento sociale delle persone che hanno, per i più variegati motivi, violato la legge.
La disciplina sulle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni è stata accolta non come puro adempimento, ma come occasione per dare corpo e forma ad un lavoro svolto da circa 50.000 persone che ogni giorno si fanno carico di una parte di umanità che ha un debito con la società con l'intento di suscitare o sostenere una volontà di riscatto e di reinserimento sociale.
La visibilità di questo lavoro, spesso svolto in sordina, diventa un dovere dell'Amministrazione nei confronti della collettività che viene puntualmente informata delle criticità, ma raramente dell'impegno profuso dagli operatori penitenziari per creare opportunità e condizioni positive su cui fondare progetti di recupero.
Più frequentemente trapela una immagine del mondo penitenziario centrato sull'aspetto della mera custodia, spesso avvolto da un alone di sostanziale diffidenza sul clima che si vive negli istituti penitenziari e su ciò che si verifica.
La necessità di elaborare il piano della comunicazione è stata quindi colta come occasione per ascoltare chi, dall'interno e dall'esterno poteva offrire un contributo per operare una riflessione seria ed anche critica sull'operare del mondo penitenziario e su come restituire in maniera corretta e pertinente la ricchezza e la complessità del compito svolto.
Per raggiungere questo obiettivo l'Amministrazione penitenziaria si è avvalsa della consulenza scientifica dell'Università LUMSA di Roma che ha realizzato una ricerca che ha coinvolto tutti i soggetti implicati: gli operatori penitenziari attraverso la realizzazione di focus group, la società civile attraverso la realizzazione di 500 interviste ad un campione rappresentativo della popolazione italiana, testimoni privilegiati, attraverso interviste a personalità del mondo politico ed istituzionale ed infine attraverso la voce delle persone detenute o in misura alternativa a cui è stato somministrato un questionario. Lo studio si è avvalso anche dell'analisi dell'informazione giornalistica sugli eventi legati direttamente o indirettamente al carcere.
Da questo ricco materiale sono scaturite le indicazioni per definire le linee guida del piano di comunicazione del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria. Gli interessanti risultati di questo lavoro verranno presentati nel seminario previsto per il giorno 4 novembre a cui parteciperanno:
- il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria Giovanni Tinebra;
- il prof. Stefano Rolando - università IULM di Milano;
- il prof. Carlo Gelosi - università LUMSA di Roma;
- la prof.ssa Fiammetta Mignella Calvosa - Università Lumsa di Roma.
Il seminario sarà coordinato dalla d.ssa Luigia Mariotti Culla, direttore dell'Istituto Superiore di studi penitenziari e responsabile del progetto.
Luigia Mariotti Culla
Direttore dell'Istituto Superiore di Studi Penitenziari
8 novembre 2004