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mercoledì 29 settembre 2004

MARIA GRAZIA GIAMPICCOLO, direttore della casa di reclusione di Volterra

L'Amministrazione Penitenziaria vive l'attività trattamentale come un terreno di sperimentazione in costante movimento verso il pieno raggiungimento dell'obiettivo costituzionale della "rieducazione del condannato" sancito dall'art. 27 della nostra Carta. Un aggiornamento e un adeguamento necessario sui tanti fronti professionalizzanti dell'attività trattamentale che vede in prima linea i direttori degli istituti e i magistrati di sorveglianza, impegnati nel ricercare soluzioni e risposte sempre più efficaci e utili a contemperare il seppur necessario quadro normativo alle esigenze e modalità imposte dal mercato del lavoro e alle aspettative dei detenuti. Ciò anche sul fronte del lavoro nel mondo dello spettacolo, come ci racconta, in questo editoriale, Maria Grazia Giampiccolo, direttore del carcere di Volterra.
 
Venerdì 10 settembre la Compagnia della Fortezza, nell'ambito del Festival teatrale Settembre al Borgo, ha portato in scena, al Teatro della Torre di Caserta Vecchia, lo spettacolo "I Pescecani, ovvero quel che resta di Bertold Brecht". L'aspetto più significativo di tale evento risiede nella considerazione che, per la prima volta, i detenuti attori della Compagnia della Fortezza stanno partecipando ad una tournee, che durante il prossimo anno toccherà alcuni fra i più prestigiosi teatri italiani, previa ammissione degli stessi al lavoro all'esterno, ex articolo 21 dell'Ordinamento Penitenziario.
La possibilità di partecipare ad una tournee esterna, utilizzando lo strumento di cui all'art. 21 O.P., è stata prevista e sviluppata in un apposito progetto, elaborato dall'Equipe per l'osservazione ed il trattamento della Casa di Reclusione di Volterra e da Carte Blanche, l'associazione culturale, che, da oltre dieci anni, organizza i corsi di formazione teatrale all'interno del carcere. L'elaborazione di tale progetto ha visto l'avvio l'estate del 2003, quando, in considerazione del livello di professionalità raggiunto dai detenuti attori e degli straordinari riconoscimenti di pubblico e di critica ottenuti dalla Compagnia della Fortezza, si è ritenuto di avviare un percorso volto all'ampliamento delle rappresentazioni della Compagnia, sino a quel momento concentrate durante la settimana del Festival Volterra Teatro, e di ragionare in termini di future partecipazioni a tournee esterne, al fine di consentire ai detenuti attori di confrontarsi con un pubblico sempre più vasto e di pervenire ad una più concreta possibilità di inserimento lavorativo in campo teatrale.
Conseguentemente, la primavera scorsa, la Compagnia della Fortezza ha portato in scena i Pescecani nei teatri di Genova, Reggio Emilia, Napoli e Mantova. Tale prima sperimentazione esterna si è realizzata, previa autorizzazione, da parte del Magistrato di Sorveglianza, dei detenuti attori a recarsi in tournee in permesso premio, ex art. 30 ter O.P.. Lo strumento del permesso, però, per quanto rivelatore dell'impegno e del coinvolgimento che i detenuti attori rivolgono all'attività teatrale, di fatto, determina un'inevitabile contrazione del tempo che gli stessi possono dedicare agli interessi personali e familiari, posto che gli impegni esterni della Compagnia della Fortezza, sin dall'inizio, erano destinati ad avere carattere di stabilità e continuità.
Pertanto, alla luce di tali considerazioni, nonché in relazione all'importanza dell'operazione culturale portata avanti dalla Compagnia della Fortezza e al livello di professionalità raggiunto dai detenuti attori, si è ritenuto che fosse arrivato il momento di elaborare un'ipotesi di applicazione del lavoro all'esterno, ex art.21 O.P., nell'ambito dell'attività teatrale. Si è lavorato, quindi, alla stesura di due distinti progetti formativi, "Visione dai teatri: nuovi percorsi professionali dal laboratorio alla messa in scena" e "Verso Pasolini, il teatro e la letteratura italiana contemporanea", che, il primo per l'anno in corso ed il secondo per il 2005, prevedono, durante e a conclusione del corso di formazione teatrale, l'effettuazione di alcuni stages esterni, volti alla verifica del lavoro svolto all'interno del laboratorio teatrale ed al confronto diretto con il pubblico.
A tali stages esterni partecipano, così come concordato con il Magistrato di Sorveglianza, unicamente quei detenuti, che, anche indipendentemente dall'attività teatrale, hanno già avviato, a livello individuale, specifici percorsi di reinserimento esterno, tramite la regolare fruizione di permessi premio, ex art. 30 ter O.P.. A ciò consegue che gli stages da effettuarsi con lo strumento di cui all'art.21 O.P. si inseriscono all'interno dei percorsi di reinserimento sociale, portati avanti dai detenuti attori, in base alle scelte trattamentali cui gli stessi hanno consapevolmente aderito nel corso dell'esperienza detentiva. I detenuti attori, così individuati, sono stati iscritti alle apposite liste di collocamento speciale dello spettacolo e, in occasione di ogni singolo stage, vengono ingaggiati, assicurati e retribuiti dall'associazione culturale Carte Blanche.
Si è voluto, pertanto, realizzare un progetto che valorizzasse la professionalità raggiunta dai detenuti attori nell'ambito di un'esperienza teatrale, che, negli anni, ha raggiunto un elevatissimo livello artistico ed un crescente interesse da parte del pubblico, della critica e degli organi di stampa italiani e stranieri. Con tale progetto, infatti, si è formalmente e concretamente riconosciuta all'attività teatrale la dignità di attività lavorativa, così come previsto dal Protocollo d'Intesa siglato, l'estate del 2000, dal Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, dal Presidente della Regione Toscana, dal Presidente della Provincia di Pisa, dal Sindaco del Comune di Volterra e dal Direttore Generale dell'Ente Teatrale Italiano e si è definitivamente trasformata la Compagnia della Fortezza in una compagnia professionale, che porterà in scena gli spettacoli nei teatri nazionali, avvalendosi di attori detenuti e di attori, che, avendo terminato l'espiazione della condanna, sono tornati ad essere uomini liberi.
Maria Grazia Giampiccolo
Direttore della Casa Circondariale di Volterra
29 settembre 2004