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lunedì 30 luglio 2018

Bonafede: legittima difesa, processi solo se necessario

Il Ministro della giustizia Alfonso Bonafede intervistato da Mario Giordano spiega come cambierà la legge sulla legittima difesa e, partendo dal presupposto che difendersi non è sempre legittimo, aggiunge: "Faremo in modo di celebrare il processo solo quando è necessario: chi si è legittimamente difeso non deve attraversare anche il calvario giudiziario". E sulla corruzione è convinto che con l'adozione degli strumenti del Daspo e dell'agente sotto copertura, il nostro Paese diventerà "leader a livello europeo nella lotta alla corruzione".

Gli argomenti aperti sul suo tavolo di Guardasigilli sono tanti e per molti dimostra di avere le idee chiare: della riforma penitenziaria che ha ereditato è certo che si rinuncerà alla parte "che mina alla radice la certezza della pena" ma che quella che si riferisce ai minori e alle attività lavorative per i detenuti (che abbassano la recidiva e fanno immaginare un futuro), sarà portata avanti e che sarà fondamentale investire nella cultura della legalità, che si impegna a portare nelle scuole "per dare un'idea diversa della giustizia".

E poi, ancora: sul rimpatrio dei detenuti stranieri nel loro Paese d'orgine, a patto che "le carceri non siano un inferno"; sulla necessità di alleggerire i tribunali - ma è solo una sua idea - sarebbe favorevole a eliminare il divieto della reformatio in peius, con processi che per essere giusti non superassero i quattro anni.

Tanto da cambiare, tanto da migliorare, nei cinque anni che ha davanti, dopo i quali è certo che tornerà a fare l'avvocato, perchè per quanto lo riguarda ha "il limite del doppio mandato".

[fea]