salta al contenuto

www.giustizia.it

mercoledì 18 gennaio 2017

Carceri: Orlando, più studio, lavoro, pene alternative

Nell'intervista rilasciata a Massimo Solani per L'Unità, il Ministro della giustizia Andrea Orlando riflette, non da ora e non da solo, su un carcere che non sia "una semplice parentesi fra attività di carattere illegale" che in taluni casi rappresentando "addirittura un salto di qualtà criminale". Ritiene che se il numero dei detenuti é in aumento é anche perchè c'é una "forte attività di contrasto della criminalità" da parte delle forze di polizia ma che il ricorso sempre più frequente alle pene alternative, l'affidamento in comunità dei detenuti tossicodipendenti e l'aumento dei posti disponibili nelle strutture penitenziarie ha fatto sì che il sistema tenesse.

Ma non basta, perchè il Guardasigilli é convinto che si debba insistere "sulla forte accentuazione del carattere riabilitativo della pena": sullo studio, e recentemente é stato siglato un protocollo con il MIUR che aumenta le possibilità di accesso all'istruzione superiore e a quella universitaria, sul lavoro, grazie a protocolli con gli enti locali, con imprenditori privati, con Enti pubblici. Un'attività trattamentale che accolga il detenuto in entrata e restituisca un uomo in uscita con prospettive e speranze. E il Ministro Orlando é convinto che "la chiave di volta di questo ragionamento sia la personalizzazione del trattamento": aumentare la responsabilizzazione del detenuto, mentre il sistema oggi "produce una infantilizzazioner del detenuto, non raggiungendo effetti accettabili sulla riabilitazione".


[FEA]