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mercoledì 13 gennaio 2016

Orlando: la verità sulla giustizia

"In questi venti mesi [...] abbiamo fatto un bel po' di salita e siamo convinti che ne resti ancora da fare, ma abbiamo la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta per dare a cittadini ed imprese un servizio giustizia degno di tale nome". Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando chiude il suo intervento sulle pagine de L'Unità, La verità sulla giustizia, nel quale ha voluto, ad inizio di anno nuovo, fare il punto di quanto fino ad oggi é stato fatto in punto di giustizia, o meglio, di superamento di alcune emergenze "che in materia di giustizia minavano la credibilità del nostro Paese, indebolivano la fiducia nella giurisdizione e pesavano sull'economia".

E dunque: carceri, con l'importante diminuzione del sovraffollamento a fronte di un aumento di posti disponibili, ancora basso ma che fa capire il genere di approccio al problema che, al nostro arrivo, ci aveva fatto ereditare anche un notevole contenzioso con la CEDU. Riforma della giustizia, con gli interventi sulla giustizia civile anche attraverso l'obbligatorietà del processo civile telematico, in attesa dell'esame da parte del Parlamento del disegno di legge con la delega per la riforma organica del processo civile. E molto altro: dalla materia fallimentare all'informatizzazione, dall'immissione in organico del più alto numero di lavoratori che si sia registrato negli ultimi trent'anni alla riforma della geografia giudiziaria. Tutto questo ha portato l'Italia a fare un balzo in avanti di 13 posti nel rapporto Doing business e ad incassare il plauso da parte del Consiglio d'Europa, che ci ha indicati "quale Paese da imitare per affrontare il problema del sovraffollamento".

In questi 20 mesi il guardasigilli aveva avuto già modo di affermare in più sedi che "la febbre era scesa, il malato iniziava a muoversi". Ad oggi, conclude "é possibile affrontare con più determinazione i limiti strutturali che hanno causato la malattia".

[FEA]