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mercoledì 2 dicembre 2015

Procura Ue: Orlando, utile con mezzi, poteri, competenze

"Una Procura europea per indagare e portare a giudizio le frodi che danneggiano le finanze dell'Unione." cioè "un organismo forte, dotato di poteri di indagine efficaci da utilizzare in un quadro di regole e garanzie solido e il più possibile armonizzato". Alla vigilia della riunione del Consiglio GAI dell'Unione Europea  che si terrà a Bruxelles nei prossimi giorni, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, con un intervento dal titolo Procura europea, le paure degli Stati e il rischio del vuoto, pubblicato da Il Sole 24ore in edicola oggi, ricorda come l'Italia non solo sia stata sin dal 2013 tra i sostenitori più convinti di questa forma di pubblico ministero europeo,  ma come, durante il semestre di turno presidenza del Consiglio dell'Unione nel 2014 abbia dato al progetto Procura europea antifrode "un assoluto rilievo nel programma e nell'azione".

Ad oggi il guardasigilli si trova però ad esprime la preoccupazione che "ancora una volta" l'Europa rischi di perdere un'occasione, con il "progressivo svuotamento di mezzi e fini rispetto non solo alla proposta iniziale, ma anche alle mediazioni nel frattempo intervenute": dalla centrale snella e marcatamente sovranazionale si é passati ad un collegio, dove i controllati sono diventati controllori; dal progetto che prevedeva un organismo centrale che svolgeva direttamente le indagini in collaborazione con i pm degli Stati, si é passati ad un collegio che si limita a controllare le decisioni delle procure nazionali. In una continua regressione dalla coraggiosa idea iniziale, constata Orlando "ancora una volta la maggioranza ha chiesto regole che riducano al massimo" la competenza dell'organismo sovranazionale. Ma, prosegue, "non era e non é questa la nostra visione": non solo non si deve svuotare il costituendo organismo, ma lo si deve dotare di competenze che permettano anche di contrastare efficacemente la criminalità grave che presenta una dimensione transnazionale. In conclusione, il guardasigilli ritiene che "non di un guscio vuoto" per vuoti rituali si abbia bisogno, ma di una Procura europea "che nello spazio assegnatole, sia dotata di mezzi, poteri, competenze effettive e non simboliche".


[FEA]