salta al contenuto

www.giustizia.it

mercoledì 26 agosto 2015

Orlando-Martina: la nostra battaglia contro il caporalato

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina

Estensione delle misure di prevenzione patrimoniale antimafia, responsabilità dell'impresa che beneficia di questa forma di sfruttamento del lavoro, sostegno del lavoratore che denunci il proprio caporale. Questo il rafforzamento su cui si riflette per dotare di nuovi strumenti le norme a contrasto del caporalato: uno dei fronti d'azione che Andrea Orlando, ministro della Giustizia, e Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole, hanno individuato e illustrano nella lettera pubblicata dal quotidiano la Repubblica, nella quale affrontano la "piaga del caporalato" che in questi ultimi giorni ci ha "consegnato fatti drammatici che nessuno può minimizzare".

Non si può "morire di lavoro nei campi e lavorare a due euro l'ora", scrivono Orlando e Martina, abbiamo il dovere di alzare il livello di consapevolezza e contrasto a tutto campo e con tutti gli strumenti a disposizione: sia rafforzando quelli già esistenti, con controlli ispettivi e presidio dei territori per debellare il lavoro nero; sia istituendone di nuovi, come la "Rete del lavoro agricolo di qualita" creata con il decreto 91/2014 e operativa dal 1 settembre; sia utilizzando l'esistente, come il reato di caporalato, la cui elaborazione nel 2011 segnò un momento di forte presa di coscienza ma che ora é necessario dotare di nuovi e più efficaci mezzi per contrastare il fenomeno.

Tre i piani d'azione, tre i fronti aperti sui quali attestarsi saldamente con la forza dello Stato di diritto e nel rispetto della storia del nostro Paese, per poter "salvaguardare la vita di tante lavoratrici e lavoratori" che anche nei campi devono poter vivere con dignità la propria esistenza.