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venerdì 27 febbraio 2015

Responsabilità civile: Orlando, reazioni sproporzionate

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando

"Il governo non è contro la magistratura, non c'è alcuna volontà punitiva nei loro confronti. Trovo che ci sia una sproporzione tra la legge approvata e le reazioni". In due interviste pubblicate oggi su la Repubblica e Il Messaggero, il ministro della Giustizia Andrea Orlando risponde alle critiche mosse dall'Anm alle nuove norme sulla responsabilità civile dei magistrati: "Ci siamo mossi con grande attenzione al profilo costituzionale, in dialogo costante con la presidenza della Repubblica".

I magistrati "interpretano male il segnale politico", afferma il guardasigilli che invita a prestare attenzione al testo delle nuove norme: "Lo Stato è condannato a pagare quando c'è un dolo, una colpa grave o un travisamento del fatto e delle prove. Il giudice, per quanto riguarda ipotesi di colpa e travisamento, è chiamato a rispondere soltanto quando si prova la negligenza inescusabile, quando ad esempio si è dimenticato una persona in galera". E aggiunge: "Molti di quelli che commentano la legge non hanno colto la differenza. Voglio ricordare che parliamo sempre di fatti macroscopici".

Orlando ribadisce comunque "l'impegno che avevo preso a suo tempo con l'Anm" per monitorare gli effetti della nuova legge: "è una prassi che stiamo utilizzando per tutti i provvedimenti adottati". E rivendica l'attenzione del governo verso le toghe: "Siamo molto attenti alla vita dei magistrati, affrontiamo i loro problemi, cancellieri compresi. I nuovi strumenti ci saranno, dall'anticorruzione alla legge sugli ecoreati, alla procura antiterrorismo. Sono segnali di fiducia verso la magistratura", conclude il guardasigilli.

[MB]