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www.giustizia.it

giovedì 22 maggio 2014

Orlando: carceri, dall'emergenza alle buone pratiche

Questo sostanzialmente lo spirito positivo con cui il ministro della Giustizia Andrea Orlando va a Strasburgo. Certo, porta con se da una parte numeri impegnativi ma in miglioramento, detenuti in calo, spazio disponibile in aumento; dall'altra provvedimenti normativi che hanno favorito e agevolato l'inizio del cambiamento nei nostri istituti.  E poi ancora un protocollo siglato con il Marocco ed uno in itinere con l'Albania, per il rimpatrio dei detenuti di questi Paesi; quattro protocolli siglati con altrettante Regioni per gli istituti penitenziari presenti nel loro territorio, che con i due già avviati dal precedente ministro Annamaria Cancellieri, cercano di "facilitare il ricorso alle pene alternative per i tossicodipendenti e di sviluppare progetti di lavoro in carcere e dopo il carcere".

Orlando punta molto su questo: l'umanizzazione della pena é uno dei punti su cui la sentenza Torreggiani ha richiamato lo Stato all'impegno. Ma prima ancora dell'Unione Europea  é la nostra Costituzione che al 3° comma dell'articolo 27 recita: "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso dell'umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato".

Strasburgo, ammette il guardasigilli "ci ha costretti a guardarci allo specchio" e da questo selfie, che il ministro ha lucidamente definito "talvolta positivo, talvolta impietoso", é anche nato un database che questa mattina va on-line sul sito del ministero - www.giustizia.it - e che consentirà con un clik di verificare, per ogni istituto penitenziario, quali siano le condizioni, i posti reali, il numero di detenuti, le regole per l'accesso dei familiari, i progetti di lavoro e formazione, la possibilità di seguire corsi di studio.

Quindi, dicevamo, le "buone pratiche" sono la prospettiva ed il traguardo: stabilizzarle cioè, una volta superata l'emergenza, ed estenderle a tutto il territorio nazionale.

[FEA]