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venerdì 4 aprile 2014

Orlando: le mie idee per la Giustizia

Il ministro della Giustizia e la sua idea della giustizia. Anzi, le sue molte idee. Nell'intervista rilasciata a Liana Milella per La Repubblica, Andrea Orlando, con un ampio sguardo su tutto il mondo che da poco più di un mese lo vuole investito di grandissime responsabilità, tocca molti temi, sicuramente i più urgenti e scabrosi.

Si parte con il 416-ter, per gli addetti ai lavori rubricato come "voto di scambio tra politica e mafia" che, proprio ieri, è stato licenziato dalla Camera per ritornare al Senato, con significative modifiche, e che si vuole fortemente approvare in via definitiva prima delle elezioni europee. Quindi la sua preoccupazione nei confronti del sistema carcerario, non solo con riferimento alla nota sentenza Torreggiani dove "l'Italia rischia una pesante condanna, ma soprattutto (perché) continua a non attuare l'art. 27 della Costituzione che certifica la pena come rieducazione"; il rimpatrio dei detenuti stranieri che ad oggi sono circa il 40% della popolazione carceraria; il trasferimento in comunità per i detenuti tossicodipendenti, grazie ad accordi con le Regioni che in queste settimane sono stati impostati.E poi, ancora, il contrasto alle mafie, con l'intenzione "di rafforzare gli strumenti" anche introducendo "il reato di autoriciclaggio, che la magistratura sollecita da anni" ricorda il guardasigilli; il processo civile, "perché il suo cattivo funzionamento è una palla al piede rispetto alla crescita economica".

Ma quello che appare chiaramente è che il ministro Orlando ha una visione organica della giustizia e lo rende ancora più esplicito quando precisa quella che ritiene "la vera sfida": "Prima di nuove norme processuali, visto che ne abbiamo cambiate tantissime, serve un adeguato supporto organizzativo, una informatizzazione avanzata, un intervento che riduca il numero dei procedimenti. E su tutto, misure che colmino i vuoti di organico del personale amministrativo. Questo sì, sarebbe rivoluzionario" .

[FEA]