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venerdì 30 novembre 2018

Un Tavolo di coordinamento per le vittime di reato


Giovedì pomeriggio, al Ministero della Giustizia, nella sala dedicata al magistrato Loris D’Ambrosio, è stato firmato l’atto costitutivo di un Tavolo di coordinamento per la creazione di una rete integrata di servizi di assistenza alle vittime di reato.

Sette gli aderenti che hanno sottoscritto l’atto: per il Ministero della Giustizia, Giuseppe Corasaniti e Gemma Tuccillo, capi Dipartimento, rispettivamente, degli Affari di Giustizia e della Giustizia minorile e di Comunità; per il  Consiglio nazionale forense, il presidente Andrea Mascherin; per il Ministero dell’Interno, il prefetto Raffaele Cannizzaro; per la Presidenza del Consiglio dei ministri, Adriana Piccolo, direttore generale dell’Ufficio di segreteria della Conferenza Stato-Regioni; il professor Luca Luparia, ordinario di diritto processuale penale, per l’Università Roma Tre; Marco Bouchard, presidente della Rete Dafne.

Alla sottoscrizione ha partecipato anche il sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi che, in un video, ha illustrato l’obiettivo del Tavolo: “Garantire un coordinamento a 360 gradi per l’assistenza alle vittime sia nella fase processuale, sia in quella dell’assistenza sociale, sia in quella del risarcimento del danno”.

Il Tavolo di coordinamento migliorerà il sistema di assistenza alle vittime oggi esistente, con l’interazione tra le istituzioni e le associazioni che riuniscono soggetti pubblici e privati con specifiche professionalità. Il Ministero della Giustizia ha già avviato una serie di attività per diffondere la conoscenza delle direttive e convenzioni, assicurare l’adeguata e uniforme attuazione delle misure introdotte dal decreto legislativo in tema di salvaguardia dei diritti processuali delle vittime e, infine promuovere e migliorare i servizi di assistenza alle vittime. L’Italia, infatti, è dotata di una esaustiva normativa in materia ma non può vantare una disciplina organica dei servizi che sarà affrontata proprio dal Tavolo. Inoltre dovrà essere creata almeno una sede in ogni Regione, che consenta la presa in carico della vittima fin dal primo contatto con l’Autorità e l’indirizzamento verso la tipologia di servizio idoneo, passando eventualmente per il sostegno durante la fase processuale, fino a quella risarcitoria.

Altro compito assegnato all’organismo istituito, riguarda la diffusione della conoscenza dei diritti delle vittime: “Spesso si confonde il processo penale come sede di tutela della parte lesa, mentre giuridicamente vede al centro l’imputato - ha ricordato il presidente del CNF Andrea Mascherin - e questo fraintendimento crea aspettative sbagliate”. Sarà quindi necessario, prosegue Mascherin “spiegare all’opinione pubblica quale sia la funzione del processo e quali siano i corretti luoghi dove ottenere tutela.”

L’altro fondamentale aspetto che questo Tavolo è chiamato ad affrontare riguarda l’acquisizione e la gestione di finanziamenti: il Dipartimento degli affari di giustizia, in collaborazione con altre articolazioni ministeriali, è impegnato nella realizzazione di progetti per partecipare a bandi dell’Unione Europea per l’acquisizione di finanziamenti. Infatti, come rammentato dai convenuti alla sottoscrizione, “spesso le associazioni che difendono le vittime non hanno fondi da gestire. Con questo Tavolo, speriamo di mettere a disposizione 1,5 milione di euro di fondi europei”.

Per Marco Bouchard, presidente della Rete Dafne, “non c’è sicurezza per la vittima se non c’è cura delle vittime”. E questa cura deve svilupparsi in ogni direzione e raccogliere la massima attenzione da parte di tutti gli interlocutori istituzionali: “Siamo al Tavolo - ha precisato Bouchard - perché siamo convinti che la politica presterà attenzione”.

L’accordo firmato prevede la stesura delle linee operative entro 60 giorni, con definizione degli impegni e dei compiti assegnati a ciascun aderente e, soprattutto, data la delicatezza della materia, l’apertura anche a successive adesioni, subordinate comunque all’approvazione dei componenti iniziali.

Il Sottosegretario Vittorio Ferraresi, chiudendo i lavori prima della firma, ha voluto individuare le due funzioni del Tavolo di coordinamento: “Un termometro di ciò che avviene nella società per integrare gli interventi normativi e un impulso per innestare il lavoro che verrà fatto nelle riforme che sono già in atto, come il Codice Rosso e la riforma del processo penale”. [fea]