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giovedì 5 ottobre 2017

Messa Alla Prova: Tribunale di Roma apre primo sportello

Roma, Piazzale Clodio. E' stato inaugurato presso il Tribunale di Roma il primo sportello M.A.P., Messa Alla Prova, che informa, fornisce indicazioni sull'espletamento di lavori di pubblica utilità, invia direttamente all'UIEPE le domande per la redazione del programma di trattamenti ed assicura le attestazioni di presentazione.

Ieri, il presidente del Tribunale di Roma, Francesco Monastero, alla presenza di Luciano Panzani, presidente della Corte d'appello,& Giovanni Salvi, procuratore generale presso la Corte d'Appello, Giuseppe Pignatone, procuratore capo, Lucia Castellano, responsabile della Direzione generale dell'esecuzione penale esterna e messa alla prova del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, e di Marisa Lia, dirigente del Tribunale di Roma, ha illustrato il progetto, la cui istituzione si avvale anche dell'esperienza acquisita dall'Osservatorio permanente MAP, organismo istituito presso la presidenza del Tribunale stesso grazie al primo protocollo, nel quale sono confluite le rappresentanze delle professionalità coinvolte sul territorio. Alla presentazione  sono intervenuti Zaira Secchi, presidente della IX sezione penale del Tribunale, Cesare Placanica, presidente della Camera penale di Roma, Mauro Vaglio, presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, e Paola Ruggeri, direttore dell'Ufficio interdistrettuale dell'esecuzione penale esterna per il Lazio, Abruzzo e Molise.
 
Durante la cerimonia inaugurale é stato siglato il nuovo Protocollo d'intesa per la messa alla prova, che traccia le lineee guida e le modalità esecutive dell'istituto, partendo da quanto stabilito con il primo accordo siglato 2014 e apportando le modifiche e le integrazioni utili a recepire l'esperienza tratta nel primo triennio di applicazione della prova ma, soprattutto, a regolamentare le attività dello sportello MAP.

Con sentenza 12 marzo 2015 n. 14112 la Corte suprema di cassazione descrive la Messa alla prova come : "un beneficio non soltanto per l'imputato, ma anche per la collettività, che ha radici più profonde che tendono all'eradicazione completa delle tendenze della codotta antigiuridica del soggetto".
 
Zaira Secchi, in un passaggio del suo intervento, ha colto l'essenza dell'iniziativa che oggi é stata presentata in Tribunale e,  partendo proprio dall'Osservatorio: "Laboratorio dove le diverse professionalità ed esperienze, ma soprattutto le diverse prospettive, hanno giocato non come muri dietro cui arroccarsi, ma come contributi per una visione il più completa possibile", ha voluto focalizzare quanto sia stata importante per la riuscita del progetto, la condivisione, l'impegno e il dialogo costruttivo tra magistratura, avvocatura e uffici interdistrettuali per l'esecuzione penale esterna: "tutti seduti ad uno stesso tavolo operativo, hanno prodotto questo risultato unico in Italia". Ha chiesto che il contributo di tutti gli attori non venga mai a mancare, per la prosecuzione di questa esperienza unica, che tale non dovrà rimanere ma -se fortunata- dovrà essere esportata come buona pratica in altri uffici giudiziari, e ha concluso: "Ci siamo messi in gioco senza diffidenze e paure reciproche o veti incrociati e questo gioco é diventato un gioco di squadra che ha prodotto i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti".
 

[fea]