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venerdì 28 febbraio 2014

Pedopornografia, tratta esseri umani, diritti imputati stranieri
Dal Consiglio dei Ministri via libera a 3 decreti legislativi

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando a Palazzo Chigi

Palazzo Chigi. Via libera del governo alla normativa "che introduce delle circostanze aggravanti speciali per il reato della prostituzione minorile e la pedopornografia" e a misure "per la prevenzione e la repressione della tratta degli esseri umani, con strumenti di protezione delle vittime: si definisce meglio la condotta, la fattispecie e si estende alle vittime il fondo previsto in ordinamento". Lo annuncia il ministro della Giustizia Andrea Orlando intervenendo in conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri.

I tre decreti legislativi approvati recepiscono altrettante direttive dell'Unione Europea e contribuiscono, da un lato, ad innalzare gli standard di tutela dei diritti delle vittime di alcuni gravi reati e, dall'altro, a rafforzare le garanzie dell'imputato straniero che partecipa al processo. Il primo recepisce la direttiva 2011/92/UE del 2011 in materia di lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, introducendo circostanze aggravanti speciali per i reati di sfruttamento della prostituzione minorile, pedopornografia e violenza sessuale in danno di minori. Il provvedimento completa in tal modo un complessivo disegno di riforma che era già stato in gran parte attuato con la legge di ratifica della Convenzione di Lanzarote del 2012 per la protezione dei minori dall’abuso e dallo sfruttamento sessuale.

Il secondo dlgs attua la direttiva 2011/36/UE del 2011 sulla prevenzione e repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, definendo meglio la condotta e la fattispecie ed estendendo alle vittime di tale reato il Fondo per le misure anti-tratta, alimentato con i proventi derivanti dalla confisca dei beni a seguito di sentenza di condanna. 

Il terzo decreto legislativo recepisce infine la direttiva 2010/64/UE del 2010 sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali: il provvedimento introduce disposizioni che estendono il diritto alla traduzione per l'imputato che non conosca la lingua italiana ad una serie di atti processuali essenziali al pieno esercizio dei diritti di difesa e garantiscono l’assoluta gratuità del servizio reso dall’interprete e dal traduttore.

Rispondendo, quindi, ad una domanda sulle priorità nel settore della Giustizia, Orlando ha detto che il Governo si muoverà "da un lato attraverso una accelerazione sul tema del civile, che è una delle principali ragioni dell'incapacità del Paese di attrarre investimenti; dall'altro, con l'adozione di strumenti più forti per il contrasto alla criminalità economica". "Di tutta la riforma della giustizia per la quale il presidente Renzi ha dettato una tabella di marcia piuttosto serrata" ha concluso il guardasigilli, "io penso di dare soprattutto un contributo su questi due fronti".

 

[MB]