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mercoledì 23 settembre 2009

Sala Verde ministero intitolata a Livatino
Alfano: suo esempio vivrà per sempre

L'epigrafe della Sala Rosario Livatino al Ministero della Giustizia

Angelino Alfano lo aveva annunciato un anno fa: la Sala Verde del ministero di via Arenula porterà il suo nome. Così, oggi, al secondo piano del dicastero di via Arenula, si svolge la cerimonia di intitolazione della Sala Rosario Livatino. Il "giudice ragazzino", come viene da allora ricordato, venne ucciso dalla mafia il 21 settembre di diciannove anni fa, sulla strada tra Agrigento e Caltanissetta mentre, con la sua auto e senza scorta, si recava al lavoro in tribunale.

“L’intitolazione a Livatino della Sala Verde del ministero della Giustizia - ha dichiarato il guardasigilli - è un modo per sentirlo vicino, nello svolgimento del nostro lavoro quotidiano, in ogni scelta che intendiamo operare a servizio del Paese, nel delicato campo della Giustizia a cui tutti ci appelliamo in nome della trasparenza e della legalità”.

Alla cerimonia intervengono il presidente della Pontificia Accademia per la Vita mons. Salvatore Fisichella e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Sono presenti, fra gli altri, i familiari del giudice Livatino, il presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone e Vitaliano Esposito, il procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, il presidente dell'ANM Luca Palamara, il presidente del CNF Guido Alpa, i vertici del ministero e le autorità civili di Agrigento e provincia.

La cerimonia si apre con la lettura di un messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e prosegue con gli interventi del capo di Gabinetto Settembrino Nebbioso, del cugino del giudice Livatino Enzo Gallo e di 4 studenti in rappresentanza delle scuole superiori di Agrigento, Canicattì e Favara. In conclusione, l'intervento del guardasigilli.

 


[MP]