salta al contenuto

www.giustizia.it

venerdì 25 maggio 2012

Severino intitola a Falcone 'Parlamentino' Ministero
"Rimanga impresso monito di libertà e indipendenza"

Severino intitola a Falcone Sala 'Parlamentino' Ministero Giustizia

E’ da oggi intitolata a Giovanni Falcone una delle più prestigiose sale del ministero della Giustizia, sede in passato delle adunanze del Consiglio superiore della magistratura ed ora del Consiglio nazionale forense. Con una cerimonia che si è svolta stamane nel cortile del palazzo di Via Arenula, il ministro della Giustizia Paola Severino ha voluto rendere onore a Falcone, "uomo delle istituzioni e magistrato del ministero, perché – ha sottolineato il Guardasigilli - rimanga impresso, ora e sempre, il suo monito di libertà ed indipendenza, quale vero e unico baluardo nella lotta di riscatto della società civile".

Alla cerimonia hanno partecipato il primo presidente della Corte di Cassazione Ernesto Lupo, il presidente e il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, Giorgio Santacroce e Luigi Ciampoli, il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone, il Consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari dell’Amministrazione della Giustizia Loris D’Ambrosio, il segretario generale del Csm Carlo Visconti, l’ex ministro della Giustizia Luigi Scotti, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Rodolfo Sabelli, nonché i capi dipartimento attualmente in servizio al ministero e molti magistrati che avevano conosciuto Falcone o lavorato al suo fianco.

Falcone – ha sottolineato il ministro Severino nel corso del suo intervento, del quale in allegato si riporta la versione integrale - era uno "straordinario magistrato" che "aveva dell’ordine giudiziario una visione molto seria, profondamente istituzionale", incentrata sull'"indipendenza dagli altri centri di potere". Ed infatti – ha fatto notare il Guardasigilli - "nonostante certi attacchi indiscriminati, soprattutto nel momento in cui accettò di ricoprire l’incarico di Direttore Generale degli Affari Penali del ministero, continuò nella sua azione di contrasto al crimine organizzato, con impegno costante e perseverante, senza curarsi di polemiche eccessive e pretestuose".

Sono trascorsi venti anni dalla strage di Capaci e le parole e l’insegnamento di Falcone restano ancora oggi di stringente attualità. "Sono parole che ci ricordano la necessità di unire le energie migliori per combattere la criminalità organizzata, così come la criminalità comune più vile e pericolosa. Una necessità – ha detto il ministro Severino - che oggi sentiamo con ancora più urgenza dopo l'atroce attentato di Brindisi in cui ha perso la sua giovane vita Melissa Bassi e altre vite sono state messe in pericolo, con conseguenze indelebili. Il dolore di queste ore non può e non deve cancellare la convinzione, nutrita con forza da Giovanni Falcone, che la violenza mafiosa ed ogni altra forma di illegalità, per quanto subdola e penetrante, possano essere un giorno sconfitte".

 

[FEA]