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martedì 6 settembre 2011

Riforme "condivise", Anm, costi della Giustizia
Il ministro Nitto Francesco Palma a tutto campo

Il ministro della Giustizia Nitto Francesco Palma intervistato dai giornalisti

Riforma “condivisa” se l’opposizione ci sta

“I tempi tecnici per chiudere la riforma della giustizia entro la fine della legislatura ci sono, ma tutto dipenderà dalla strategia che le opposizioni intenderanno assumere in Parlamento”. Sono queste la parole del ministro della Giustizia Nitto Francesco Palma ai microfoni di Giustizia news on line.

“È una riforma che noi tentiamo di fare nel modo più condiviso possibile. Serve al paese e speriamo che l’opposizione, superando la logica di contrapposizione che ha caratterizzato la politica in questi ultimi anni, possa collaborare alla realizzazione di una riforma strutturale che ci sembra essere assolutamente necessaria”.

Sulla semplificazione e sulla necessità di dotare la macchina giudiziaria di maggiore efficienza, il guardasigilli ha ricordato l’importante operazione portata a compimento nell’ultimo Consiglio dei Ministri  relativa alla razionalizzazione dei processi civili: “abbiamo ridotto a 3 i 33 riti speciali che erano previsti dalle leggi speciali e ancora dobbiamo semplificare: penso alla proprietà intellettuale, alle procedure fallimentari, ma noi abbiamo fatto un grande passo avanti. Mi auguro, inoltre, che oggi il Senato dia il via libera alla manovra economica, all’interno della quale vi è la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, una riforma fortemente voluta da circa sessant’anni”.


ANM: critiche ingenerose per una riforma complessa

Il ministro Nitto Francesco Palma non nasconde il proprio “dispiacere” di fronte alle critiche dell’Associazione Nazionale Magistrati: “Sono  esterrefatto. Ma si vuole rendere conto l'ANM che una riforma di questo genere è particolarmente complessa e che per farla dobbiamo sì favorire l'efficienza, ma non dobbiamo mai mortificare le esigenze del bacino di utenza della giustizia e conseguentemente verificare se nei vari distretti e nei vari posti le situazioni geografiche, di concentrazione imprenditoriale, di situazioni infrastrutturali non impongano di privilegiare l'esigenza della gente rispetto a una certa efficienza?”.

“Quando mi sono insediato ho detto che volevo allentare la tensione. Nell’incontro che abbiamo avuto si è parlato anche della revisione delle circoscrizioni e l’Anm ha manifestato il suo accordo. Ma pur ribadendo la propria disponibilità a collaborare, ove richiesta, non ha inteso indicare i nomi dei magistrati che avrebbero dovuto partecipare al tavolo tecnico insediato in materia di depenalizzazione, altra grande riforma richiesta da molti anni: se si vuole abbassare la tensione non è sufficiente una sola parte”.


Quanto costa la Giustizia? Ecco le cifre

Il guardasigilli Nitto Francesco Palma fornisce le cifre: “Noi spendiamo da 400 a 450 milioni di euro l’anno fra noleggi e trascrizioni che accompagnano il servizio” e cita uno studio confortato dai procuratori distrettuali e dal procuratore nazionale antimafia: “se si facesse una gara unica nazionale per quello che riguarda il servizio di intercettazioni, l’impegno di spesa scenderebbe a 120/150 milioni, con un risparmio di circa 300 milioni che potrebbero essere utilizzati per potenziare sempre di più le necessità e i supporti logistici dell’azione giudiziaria”. “Far funzionare la giustizia è un interesse del paese. Di fronte a questo obiettivo le forze politiche non si possono dividere”.

Sul dibattito intorno alle intercettazioni telefoniche il ministro Nitto Francesco Palma tiene a sottolineare il “disagio che prova la gente di questo Paese di fronte ad una violazione continua della privacy”. “Credo – aggiunge - che i cittadini stiano cominciando a comprendere che le intercettazioni spesso colpiscono anche chi mai si attenderebbe un'intercettazione e che i suoi fatti privati possano essere messi in pubblico. Noi dobbiamo cautelare l'istituto delle intercettazioni telefoniche, strumento fondamentale per l'accertamento di determinate realtà processuali. Per farlo, però, dobbiamo spazzare via le anomalie che lo caratterizzano e che sono sotto gli occhi di tutti”.