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giovedì 9 giugno 2011

CdM: codice antimafia e semplificazione riti civili
Alfano mantiene la promessa fatta

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano

Come aveva promesso qualche giorno fa, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, presenta in Consiglio dei Ministri due importanti provvedimenti riguardanti la giustizia. Il primo è lo schema di decreto legislativo recante il Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, attuativo delle deleghe previste dagli articoli 1 e 2 della legge 136 del 13 agosto 2010.

Le nuove misure legislative, volte a riordinare e razionalizzare la disciplina vigente in materia di disposizioni antimafia, mirano a rendere ancora più efficace ed incisiva la lotta alla criminalità organizzata, già avviata dal Governo con il Piano straordinario contro le mafie. Infatti, la delega contenuta nella legge 136 del 2010 prevede alcuni salienti principi e criteri direttivi, ai quali si è attenuto il Governo nel predisporre il provvedimento in esame: la ricognizione normativa vigente in materia di contrasto alla criminalità organizzata, l’armonizzazione della suddetta normativa ed infine il coordinamento con le disposizioni in materia di misure di prevenzione.

Il secondo provvedimento, di cui il ministro Alfano è proponente, è il decreto legislativo recante Disposizioni in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione ai sensi dell'art.54 della legge 69 del 18 giugno 2009. La ratio sottesa al provvedimento è quella di ricondurre, attraverso la razionalizzazione e semplificazione della normativa speciale in materia civile, i relativi riti ai tre modelli procedimentali contenuti nei codici: il rito del lavoro, il rito sommario di cognizione e il rito ordinario di cognizione.