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giovedì 4 novembre 2010

Mediazione civile: in G.U. il decreto Alfano
Il Regolamento attua il dlgs 28/2010

Immagine tratta dallo spot tv sulla mediazione civile

Pubblicato oggi, sulla Gazzetta Ufficiale n. 258/2010, il decreto ministeriale 18 ottobre 2010 n. 180, Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonchè l’approvazione delle indennità spettanti agli organismi, ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28.

Il provvedimento, firmato dal ministro della Giustizia Angelino Alfano di concerto con il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, entra in vigore da domani, giorno in cui parte la campagna di comunicazione realizzata dal Ministero della Giustizia e dal Dipartimento per l'Informazione l'Editoria della Presidenza del Consiglio e dedicata, appunto, a far conoscere ai cittadini il nuovo strumento di risoluzione delle controversie civili.

Da marzo 2011, infatti, diventerà obbligatorio il tentativo di mediazione fra le parti in caso di controversie civili.

La mediazione è l’attività professionale svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa. Può svolgersi presso enti pubblici o privati che sono iscritti nel registro tenuto presso il Ministero della Giustizia e che erogano il servizio di mediazione nel rispetto della legge, del regolamento ministeriale e del regolamento interno di cui sono dotati, approvato dal Ministero.

Si tratta quindi di un importantissimo strumento alternativo di risoluzione delle controversie civili, finora previsto solo come facoltativo ai procedimenti ordinari che si svolgono nelle aule dei tribunali. Uno strumento, tuttavia, ancora poco conosciuto dai cittadini, ma in grado di rendere decisamente più rapidi i tempi della giustizia civile e di incidere fortemente sullo smaltimento dell'enorme arretrato di cause civili, che attualmente ammonta a circa 5,5 milioni di procedimenti pendenti.

Per diffondere nei cittadini questa nuova cultura e abbandonare l'unica via della giustizia ordinaria, da domani va in onda, sulle reti Rai, uno spot televisivo per promuovere la campagna di comunicazione fortemente voluta dal guardasigilli Angelino Alfano.

 

[MVC]