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sabato 31 marzo 2007

GIUSTIZIA: ACCORDO SULLA MOBILITA' INTERNA DEL PERSONALE GIUDIZIARIO

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GIUSTIZIA: ACCORDO SULLA MOBILITA' INTERNA DEL PERSONALE GIUDIZIARIO
E' stato siglato dal sottosegretario Luigi Li Gotti e da parte di tutte le rappresentanze sindacali, il documento che adegua il precedente accordo del 1998 ai mutamenti normativi intervenuti con il decreto 165/2001 e successivi contratti nazionali e che permetterà una più agile gestione degli interpelli che saranno banditi entro il mese di giugno prossimo. Diverse le novità contenute nel nuovo articolato, che ha rivisto completamente l'istituto dello scambio di sede o d'ufficio, il trasferimento d'ufficio e l'applicazione temporanea di personale.
Per lo scambio (titolo III, art. 12), disposto anche in presenza del vincolo biennale di permanenza nella sede di servizio e consentito di norma per gli impiegati appartenenti alla stessa figura professionale e posizione economica, la nuova disciplina offre la stessa possibilità nel caso la richiesta sia proposta da impiegati non appartenenti alla medesima posizione economica o figura professionale.

Per il trasferimento d'ufficio (titolo IV, art. 13), è il distretto l'ambito entro il quale il presidente di corte d'appello o il procuratore generale potranno procedere all'individuazione del personale da impiegare presso gli uffici sofferenti, secondo i criteri della minore scopertura o dell'organico più ampio. E' soggetto ad informazione preventiva e successiva alle OO.SS. e RSU e viene ribadita la differenziazione tra trasferimento e spostamento nell'ambito della sede. La procedura, completamente riesaminata, stabilisce nell'ordine, qualora non ci sia la piena disponibilità dei possibili destinatari del provvedimento: l'interpello distrettuale, la c.d. mobilità esterna e, infine, l'individuazione del destinatario "sulla base di un bilanciamento tra esigenze oggettive del servizio ed esigenze familiari".

L'applicazione temporanea di personale (titolo V, art. 14), considerato "istituto temporaneo ed eccezionale per sopperire alle esigenze di Uffici&", viene vincolato ad una durata di sei mesi, "prorogabile con il consenso dell'interessato per altri sei mesi". Ci si muove sempre nell'ambito del distretto attraverso un interpello tra gli uffici con minori scoperture e, stavolta, a minore distanza rispetto il posto da ricoprire. Per la prima volta, viene introdotto per quest'istituto il criterio della rotazione in assenza di partecipanti all'interpello, preferendo il personale con minore anzianità di servizio e di sede. L'applicazione non è più perenne, ma al tempo stesso si favorisce, con la rotazione descritta, il ricambio di quel personale che magari vede in questa circostanza un'occasione di miglioramento delle proprie ragioni lavorative.

L'accordo raggiunto, più favorevole al lavoratore, è certamente conforme alla disciplina del 2001 e risolve finalmente una situazione d'empasse che durava da anni.

L'auspicio è che le correzioni adottate in sede di trattativa, anche sui punteggi e i titoli di preferenza (tra gli altri, il punteggio attribuito per anzianità di sede e non di ufficio, senza differenziazione del percorso di carriera; il mantenimento della distanza chilometrica; il ricongiungimento facilitato anche per il coniuge che già esercita la potestà), dia impulso ad un processo di reciproche garanzie, per i lavoratori e per l'Amministrazione, sulla scia di un nuovo modo di adeguare esigenze organizzative a ragioni di vita.