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sabato 18 febbraio 2006

PEDOPORNOGRAFIA INFANTILE, COME CAMBIA LA LEGGE

Legge 6 febbraio 2006, n. 38
Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet
Scheda illustrativa corredata di riferimenti al testo della legge e delle note con le norme modificate aggiornate

La legge 6 febbraio 2006, n. 38 Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet tiene conto e integra la normativa preesistente contenuta nelle leggi 15 febbraio 1996, n. 66 Norme contro la violenza sessuale e 3 agosto 1998, n. 269 Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitu.

La legge 38/2006 adegua la legislazione del nostro Paese alla decisione quadro del 23 dicembre 2003 (2004/68/GAI) che permette di contrastare validamente i fenomeni dello sfruttamento sessuale dei bambini e della pornografia minorile, in particolare mediante la previsione di incriminazioni e sanzioni comuni agli Stati Membri.
Le linee portanti della decisione quadro sono:
  • la protezione accordata al minore in base alla definizione di "bambino" quale "persona di età inferiore ai diciotto anni";
  • la nozione di "pornografia minorile" ampliata comprendendo la pornografia minorile virtuale cioè quando si tratti di realistiche immagini virtuali di minori;
  • individuazione degli elementi costitutivi dei reati relativi allo sfruttamento sessuale dei bambini ed alla pornografia minorile comuni a tutti gli Stati membri;
  • previsione di adeguate soglie sanzionatorie in relazione ai reati;
  • previsione della responsabilità delle persone giuridiche nelle ipotesi in cui i reati siano commessi a vantaggio delle medesime, da soggetti che agiscano in base ad un potere di rappresentanza o di controllo su di essa;
  • previsione di disposizioni comuni in materia di giurisdizione e di esercizio dell'azione penale;
  • individuazione di regole comuni agli Stati membri in materia di protezione ed assistenza delle vittime dei reati.

Una particolare considerazione é riservata alla commissione degli illeciti tramite l'utilizzo della rete internet e delle reti telematiche in genere, in forte crescita, per contenere il preoccupante e diffuso fenomeno dello scambio e della vendita on line di materiale pornografico minorile agevolato dalla possibilità di avvalersi di strumenti di pagamento quali le carte di credito.

Il secondo Capo introduce un meccanismo finalizzato sia alla raccolta che al monitoraggio organico dei dati sui siti che diffondono materiale pornografico riguardante minori, che al diretto coinvolgimento dei fornitori dei servizi resi attraverso reti di comunicazione elettronica, delle banche e degli intermediari finanziari che prestano servizi a pagamento, al fine di rompere quei meccanismi che permettono, al momento, a molti soggetti, di evitare il blocco del sito e di continuare ad avvalersi dei normali circuiti di pagamento.


L'articolo 1, modifica l'articolo 600 bis codice penale

Introduce per la prostituzione minorile, la pena congiunta della reclusione e della multa per chi compie atti sessuali dietro pagamento con minorenne con aumento della pena in caso di infrasedicenne. La pena è invece ridotta e alternativa in caso di autore minorenne.

TESTO E NOTA


L'articolo 2, modifica l'articolo 600 ter codice penale
Lettera a)
La fattispecie di cui al primo comma dell'articolo 600 ter è stata riformulata in termini di dolo generico, anziché specifico, in termini cioè di realizzazione di esibizioni pornografiche o di produzione di materiale pornografico mediante l'impiego di minori degli anni diciotto.
In secondo luogo si è sostituito il termine "sfruttamento" di minori, con il termine "utilizzazione", per evitare interpretazioni, condizionate dal concetto di sfruttamento elaborato in relazione alla prostituzione ed alla legge Merlin, ed orientate a richiedere, ai fini della sussistenza del reato, l'esistenza di una finalità lucrativa o commerciale.
Tra le condotte sanzionate è stata inserita quella di chi "induce minori di anni diciotto a partecipare ad esibizioni pornografiche".
non si è invece ritenuto di fornire una definizione del concetto di pornografia per l'estrema difficoltà di fornire una definizione prescindendo dai contesti in cui i comportamenti siano, nelle varie ipotesi concrete, tenuti. Si è perciò mantenuto il riferimento al concetto di pornografia suscettibile di essere "riempito di contenuto" nel caso concreto.

Lettera b)
Introduce, tra le condotte incriminate quella della diffusione del materiale pornografico.

Lettera c)
Introduce tra le condotte incriminate oltre alla cessione, l'offerta, anche a titolo gratuito, del materiale pornografico.
Sul piano sanzionatorio si è poi previsto che tutte le fattispecie contemplate siano punite con pene privative della libertà e l'irrogazione congiunta, e non più alternativa, di quella pecuniaria.

TESTO E NOTA



L'articolo 3 sostituisce l'articolo 600 quater codice penale
Le modifiche riguardano l'aspetto sanzionatorio, con la sostituzione dell'attuale alternatività tra sanzione detentiva e sanzione pecuniaria, con la previsione della pena congiunta della reclusione e della multa.
Anche nell'ambito di tale articolo si è sostituito il riferimento al materiale pornografico prodotto mediante lo "sfruttamento sessuale" di minori degli anni diciotto, con il riferimento al materiale realizzato "utilizzando" minori degli anni diciotto.

TESTO


L'articolo 4 introduce l'articolo 600 quater. 1 codice penale
In precedenza era prevista la punibilità delle fattispecie di pornografia minorile soltanto nelle ipotesi in cui il materiale fosse prodotto mediante l'utilizzazione di persone minori degli anni diciotto.
Tuttavia anche la produzione e diffusione di materiale pornografico che raffiguri immagini virtuali di minorenni, che non mancano nell'esperienza concreta, appaiono tali da alimentare il fenomeno della pornografia minorile, inducendo effetti criminogeni nei fruitori del materiale, condotte lesive del bene giuridico finale della integrità fisio-psichica dei minori.
In relazione a tali ipotesi, sulla scia della decisione quadro, la legge interviene con una previsione innovativa: quella di considerare "pornografia minorile", anche il materiale pornografico che rappresenti immagini realistiche di un bambino inesistente, prodotte tuttavia utilizzando immagini o parti d'immagini di minori realmente esistenti.

TESTO


L'articolo 5 aggiunge un comma all'articolo 600 septies codice penale

Si è prevista quale ulteriore pena accessoria che consegue, in ogni caso, alla condanna o all'applicazione della pena su richiesta delle parti ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, l'interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture frequentate prevalentemente da minori.

TESTO


L'articolo 6 modifica l'articolo 609 quater codice penale

Lettera a)
Tra i soggetti attori del reato di atti sessuali con persona minore di 16 anni è inserito il convivente del genitore anche adottivo.

Lettera b)
E' prevista come reato la condotta di chi partecipi ad attività sessuali con minore che abbia compiuto gli anni 16 laddove abusi della una posizione riconosciuta di fiducia, di autorità o di influenza che ha rispetto al bambino il genitore, anche adottivo, il tutore, nonché altre persone cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato cui va aggiunto anche in questo caso il convivente del genitore.
Ai fini dell'integrazione di questa fattispecie non sarà quindi sufficiente il solo fatto che il soggetto agente rivesta una determinata qualifica, ma sarà necessario che tale qualifica abbia, mediante l'abuso della stessa, agevolato il compimento dell'atto sessuale viziando il consenso del minore di età compresa tra i sedici ed i diciotto anni.

TESTO E NOTA


L'articolo 7 modifica l'articolo 609 septies, quarto comma, codice penale

L'articolo 609 septies, quarto comma, del codice penale prevedeva già diverse ipotesi in cui, in relazione ai delitti contro la libertà sessuale, scatta la procedibilità di ufficio cioè le indagini o l'azione penale non dipendono da una denuncia o accusa formulata da una persona oggetto del reato. Alcune modifiche si sono rese necessarie al fine di adeguare la previsione alla nozione di "bambino", quale persona minore di diciotto anni.

Lettera a)
Ha esteso la procedibilità di ufficio del delitto di violenza sessuale alle ipotesi in cui lo stesso sia commesso ai danni di persona che, al momento del fatto, non ha compiuto gli anni diciotto, anziché, come attualmente previsto, ai soli danni di un minore infraquattordicenne.

Lettera b)
Prevede la procedibilità di ufficio nelle ipotesi in cui il fatto sia commesso dall'ascendente, dal genitore, anche adottivo, o dal di lui convivente, dal tutore, ovvero da altra persona cui il minore è affidato per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia o che abbia con esso una relazione di convivenza; in coerenza con quanto previste negli articoli precedenti.

TESTO E NOTA



L'articolo 8, modifica l'articolo 609 nonies codice penale

Lettera a)
Si è previsto che le pene accessorie e gli altri effetti della condanna conseguano, oltre che alla condanna, anche alla applicazione della pena su richiesta delle parti, ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale.
Tenuto conto della gravità dei delitti e della necessità della eliminazione delle condizioni che potrebbero consentire una ricaduta nei medesimi, anche nell'ipotesi di patteggiamento, tali pene ed effetti possano svolgere una funzione speciale preventiva, che è loro propria.

Lettera b)
Prevede che la perdita della potestà del genitore, consegua alla condanna, o all'applicazione della pena su richiesta delle parti, non solo nel caso in cui la qualità di genitore è elemento costitutivo del reato, ma anche nel caso in cui la stessa è circostanza aggravante del reato.

Lettera c)
Anche nelle ipotesi di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti per i delitti previsti dagli articoli 609 bis, 609 ter, 609 quater, 609 quinquies e 609 octies, del codice penale, commessi nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni diciotto, è stata prevista, quale ulteriore pena accessoria, quella della interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o altre strutture frequentate prevalentemente da minori.

TESTO E NOTA



L'articolo 9
Estende la protezione dell'immagine e delle generalità delle vittime dei reati di violenza sessuale e di pornografia minorile anche alle due nuove fattispecie criminose introdotte dagli articoli 600 quater 1.

TESTO E NOTA



L'articolo 10 modifica l'art. 25-quinquies dlgs 8 giugno 2001, n. 231
che disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica.
In materia di responsabilità degli enti, tra i delitti previsti per chi agisca nell'interesse o a vantaggio dell'ente di cui abbia la rappresentanza è fatto riferimento anche alla pornografia virtuale.
Oltre all'irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie, è prevista l'applicazione della sanzione della interdizione definitiva dall'esercizio della attività, ai sensi dell'articolo 16, comma 3, del dlgs 231 del 2001 anche in relazione alle ipotesi in cui l'ente, od una sua unità organizzativa, vengano stabilmente utilizzati allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei delitti medesimi.

TESTO E NOTA


L'articolo 11 modifica l'art. 444 codice procedura penale

La norma esclude, nell'ambito dell'applicazione della pena su richiesta, l'applicazione della sanzione sostitutiva o della pena pecuniaria diminuita ovvero della pena detentiva diminuita nel caso dei delitti relativi alla induzione alla prostituzione minorile, alla pornografia minorile e virtuale e per i delitti di chi si procura consapevolmente o detiene materiale pornografico.

TESTO E NOTA


L'articolo 12 modifica l'art. 380 codice procedura penale

Al comma 1, prevede l'arresto obbligatorio in flagranza, anche per il caso di pornografia virtuale .
Al comma 2, prevede una nuova ipotesi di arresto facoltativo in flagranza nel caso in cui la misura sia giustificata dalla gravità del fatto ovvero dalla pericolosità del soggetto desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto medesimo, nel caso di reati di cessione di materiale pornografico minorile di cui all'art. 600 ter, quarto comma, c.p. e di detenzione di materiale pornografico anche virtuale, di cui all'articolo 600 quater c.p.

TESTO E NOTA


L'articolo 13 modifica l'articolo 266 codice procedura penale

Consentendo le intercettazioni telefoniche e, soprattutto, quelle di comunicazioni informatiche e telematiche, in relazione ai procedimenti relativi ai delitti di chi si procura consapevolmente o detiene oltre a quelli di realizzazione di esibizioni pornografiche, produzione e commercio di materiale pornografico virtuale.

TESTO E NOTA


L'articolo 14 modifica gli articoli 190-bis e 392 e 398 codice procedura penale

In tal modo si estende l'applicazione delle disposizioni processuali sulla assunzione delle prove, al fine di rafforzare la tutela dei minori, anche alle ipotesi in cui il processo riguardi la fattispecie della pornografia virtuale .

TESTO E NOTA


L'articolo 15 modifica l'articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354
Aggiunge così un ulteriore norma sull'ordinamento penitenziario. Fra le ipotesi di divieto di concessione dei benefici dell'assegnazione al lavoro esterno, dei permessi premio e delle misure alternative alla detenzione, è stata introdotta la previsione relativa ai condannati per i delitti di prostituzione minorile, di pornografia minorile, di iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, di violenza sessuale anche di gruppo, di atti sessuali su minorenni o in presenza di minorenni.

TESTO E NOTA


L'articolo 16 modifica l'articolo 10, c. 1, del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172.
Estende alle fattispecie di reato di chi si procura consapevolmente o detiene materiale pornografico:
a) la possibilità, per il pubblico ministero, di ritardare, con decreto motivato, l'esecuzione dei provvedimenti che applicano una misura cautelare, l'arresto, il fermo dell'indiziato di delitto o il sequestro;
b) la possibilità di applicare le misure di protezione per persona anche detenuta o internata che sia in grave e attuale pericolo per effetto di condotte di collaborazione;
c) la possibilità di ricorrere alle attività di contrasto per la quale è previsto che gli ufficiali di polizia giudiziaria delle strutture specializzate per la repressione dei delitti sessuali o per la tutela dei minori, ovvero istituite per il contrasto dei delitti di criminalità organizzata, possono, previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria, al solo fine di acquisire elementi di prova, procedere all'acquisto simulato di materiale pornografico e alle relative attività di intermediazione, nonché partecipare alle iniziative turistiche.

TESTO E NOTA


L'articolo 17

Prevede l'obbligo, per gli operatori turistici che organizzano viaggi in Paesi esteri, di inserire nel materiale propagandistico, nei programmi o, in mancanza, nei documenti di viaggio consegnati ai clienti, l'avvertenza relativa alla punibilità con la reclusione, secondo la legge italiana, dei reati inerenti alla prostituzione ed alla pornografia minorile, anche se commessi all'estero.
Tale obbligo, si giustifica per la diffusione del così detto turismo sessuale, in Paesi, per lo più del terzo mondo, dove ha finito per costituire una vera e propria risorsa economica e strumento di sostentamento, era previsto in via sperimentale dalla legge n. 269 del 1998 "Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù", ed ora diventa definitivo.
Alla violazione dell'obbligo corrisponde una sanzione amministrativa, il cui importo è una somma compresa tra euro 1.500 ed euro 6.000.

TESTO


L'articolo 18

Le multe irrogate, le somme di denaro confiscate e quelle derivanti dalla vendita dei beni confiscati destinate, nella misura di due terzi, a finanziare specifici programmi di prevenzione, assistenza e recupero psicoterapeutico dei minori degli anni diciotto vittime riguardano anche i delitti di chi si procura consapevolmente o detiene materiale pornografico virtuale

TESTO E NOTA


L'articolo 19 modifica la legge 3 agosto 1998, n. 269
2 "Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù"
Si colloca nel capo secondo Norme contro la pedopornografia a mezzo internet con il quale si è inteso prevedere un sistema di misure che, ad integrazione degli strumenti di contrasto previsti dalla legge 3 agosto 1998, n. 269, sia volto alla raccolta e al monitoraggio organico dei dati sui siti che diffondono materiale pornografico riguardante minori, nonché al diretto coinvolgimento dei fornitori dei servizi resi attraverso reti di comunicazione elettronica, delle banche e degli intermediari finanziari che prestano servizi a pagamento, al fine di rompere quei meccanismi che permettono, al momento, a molti soggetti, di evitare il blocco del sito e di continuare ad avvalersi dei normali circuiti di pagamento per beneficiare degli introiti derivanti dal turpe commercio in questione.
Per questo dopo l'articolo 14 della legge 3 agosto 1998, n. 269, che disciplina l'attività di contrasto alla criminalità , inserisce quattro nuovi articoli su:

  • Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete INTERNET
  • Obblighi per fornitori dei servizi della società dell'informazione resi attraverso reti di comunicazione elettronica
  • Utilizzo di strumenti tecnici per impedire l'accesso ai siti che diffondono materiale pedopornografico
  • Misure finanziarie di contrasto alla commercializzazione di materiale pedopornografico.


TESTO


L'articolo 20

Istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le pari opportunità - l'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile con il compito di acquisire e monitorare i dati e le informazioni relativi alle attività, svolte da tutte le pubbliche amministrazioni, per la prevenzione e la repressione della pedofilia.

TESTO