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mercoledì 2 gennaio 2019

Sedici anni nella Nave di San Vittore: scatti per riflettere

Un detenuto fotografato da Nanni Fontana per la mostra su La Nave
Oltre un mese di eventi (dal 13 dicembre 2018 fino al 20 gennaio prossimo) fra mostre, incontri con operatori, magistrati ed esperti, a vario titolo, di pena e detenzione, per raccontare sedici anni di vita del reparto “La nave” di San Vittore, un modello nel trattamento avanzato delle tossicodipendenze in carcere. 
Nata da un’iniziativa congiunta dell’Associazione Amici della Nave, del Provveditorato Regionale, dell’ASST Santi Paolo e Carlo e della Triennale di Milano, Ti Porto in Prigione, illustra una realtà che negli anni ha dato risultati importanti dal punto di vista clinico, sociale e di reinserimento “nella convinzione – sostengono gli organizzatori - che il ’modello Nave’ possa essere replicato”.
Inaugurato il 13 dicembre scorso dai due ideatori del reparto - Luigi Pagano, all’epoca direttore del carcere, e Graziella Bertelli, psicologa, tuttora responsabile del progetto -, il ciclo di eventi si svolge in parallelo in due luoghi di Milano: le sale della Triennale e la Rotonda di San Vittore.
Il programma si articola in diverse iniziative e linee tematiche. 
Finalità della pena, architettura dei luoghi della sua esecuzione, sicurezza sociale sono alcuni degli argomenti approfonditi nel corso d’incontri con gli esperti. Tra questi Gherardo Colombo, ex magistrato e oggi volontario a San Vittore, Piercamillo Davigo, giudice di Cassazione, Marta Cartabia, vicepresidente della Corte Costituzionale e Stefano Boeri, architetto e urbanista.
 
Le testimonianze dei detenuti vengono invece raccolte dalla giornalista Daria Bignardi che, in Ora Daria, conversa con persone che vivono o hanno vissuto l’esperienza del carcere. Il racconto del lato umano degli “inquilini” della Nave è affidato anche alla potenza evocativa di sessanta scatti in bianco e nero di Nanni Fontana che, nella mostra In transito. Un porto a San Vittore, parlano di speranze, ostacoli e ritrovata libertà, dalla schiavitù delle dipendenze.
 
Il successo dell'esposizione sembra smentire lo scarso appeal che il carcere esercita in genere sullla "società libera": con oltre trecento visitatori al giorno,la mostra è la più visitata tra quelle attualmente presenti nel Palazzo della Triennale dove è esposta anche un’opera di Marco Petrus (“San Vittore” 2018 – olio su carta, 210×195) che l’artista ha realizzato appositamente per Ti Porto in Prigione.
 
Numerose anche le richieste di accesso all’istituto di Piazza Filangieri per assistere agli incontri in programma o per visitare l’esposizione Gianni Maimeri: la musica dipinta allestita in occasione della “prima” della Scala e la proiezione di “Attila” nella Rotonda centrale dell’istituto.
 
[AB]