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www.giustizia.it

mercoledì 17 marzo 2010

Alfano: Napolitano presidio di buon senso.
Su inchiesta Trani, scivolone clamoroso del Csm

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano (foto Antonio Zaza)

Tribunale penale di Roma, Piazzale Clodio. "Il presidente della Repubblica si è ancora una volta confermato il più alto presidio di equilibrio e di buon senso nella realtà delicata che stiamo vivendo. Non voglio neanche immaginare cosa sarebbe questo Csm senza la presidenza di Napolitano".

A margine di un convegno sulla digitalizzazione del tribunale di Roma, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, rispondendo alle domande dei giornalisti, esprime il proprio apprezzamento per le parole odierne del capo dello Stato Giorgio Napolitano e torna a commentare l'intervento del Csm sull'invio degli ispettori ministeriali: ''E' stato veramente un fuor d'opera" - ribadisce il guardasigilli - che "viola gravemente il principio di leale collaborazione in base al quale io avevo accettato di accogliere i pareri sulle nostre iniziative legislative da me non richiesti, nonostante alcuna legge mi autorizzasse e nessuna regola scritta me lo imponesse".

"Dico questo - sottolinea Alfano - dopo aver letto il giudizio del procuratore della Repubblica di Trani e del sostituto sull'andamento delle ispezioni, dopo che hanno avuto modo di incontrare gli ispettori". Il ministro ricorda, infine, come "con grande chiarezza noi avevamo detto che mai e poi mai avremmo voluto o potuto o dovuto interferire con le indagini. Non è possibile e non era nostro intendimento né volontà".

Già ieri, in una nota, il guardasigilli aveva definito l'iniziativa del Csm "quanto di più grave si sia mai visto da parte di questo organismo" e "un comportamento inaccettabile che viola la Costituzione e vulnera il sistema democratico della divisione dei poteri”.

 

 [MB]