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venerdì 12 marzo 2010

Stalking e lotta alla criminalità organizzata.
Conferenza stampa Alfano-Carfagna a Napoli

I ministri Angelino Alfano e Mara Carfagna

Alle ore 15, presso l'Hotel Vesuvio, conferenza stampa dei ministri della Giustizia Angelino Alfano e delle Pari Opportunità Mara Carfagna in tema di lotta agli atti persecutori e alla criminalità organizzata.

In tema di stalking, nella Relazione sull'amministrazione della Giustizia svolta al Senato il 20 gennaio scorso, il guardasigilli ha sottolineato l'importanza del "decreto legge 23 febbraio 2009, che ha introdotto, tra i delitti contro la libertà morale, il nuovo reato di «atti persecutori» (c.d. “stalking”), che punisce le minacce e molestie reiterate, prima che possano evolvere in delitti ancor più gravi, quali la violenza sessuale o l'omicidio. La norma - ricordava Alfano - è già stata applicata numerose volte dall’autorità giudiziaria che ha accertato nei primi mesi di vigenza della norma 5.153 delitti, con l’arresto di 942 persone".

Il 26 febbraio scorso, partecipando a Bruxelles alla riunione del Consiglio dei ministri della Giustizia dell’Unione Europea, il guardasigilli è intervenuto sull’ordine di protezione europeo, che riguarda la protezione delle vittime di stalking o di maltrattamento in tutto il territorio dell'UE, iniziativa di grande importanza perché consente per la prima volta di estendere al di fuori dei territori nazionali le misure interne a tutela di questa tipologia di vittime. In quell'occasione, Alfano aveva sottolineato come il punto focale dell’iniziativa fosse, secondo la posizione italiana, l’esistenza del collegamento con un fatto costituente reato. In quest’ottica - ha spiegato il guardasigilli ai suoi colleghi europei - per essere in linea con tale orientamento, l'Italia ha provveduto ad inserire nel proprio codice penale il reato di stalking, cioè di un comportamento aggressivo di un qualunque soggetto nei confronti di un altro, ampliando quindi l’ipotesi preesistente che prevedeva il fatto-reato soltanto sul presupposto di un rapporto di parentela fra i soggetti in questione.

Sul tema della lotta alla criminalità organizzata, intervenendo alla conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri del 28 gennaio scorso, che dava il via libera al Piano straordinario contro le mafie, Angelino Alfano aveva ricordato che "i governi Berlusconi non hanno eguali per l'impegno antimafia, un impegno non fondato sulle parole ma sulle leggi". "Abbiamo un'idea un po' romantica, ma non vi rinunciamo - aveva detto il guardasigilli - ed è quella per cui c'è una grande squadra in cui giocano insieme i cittadini onesti, le forze dell'ordine, i magistrati, il Parlamento, il Governo e il presidente del Consiglio. Questa squadra è l'Italia, è lo Stato ed è senso dello Stato affermare questa idea".

Il 10 febbraio scorso, inoltre, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge presentato dal ministro Alfano per mantenere ai tribunali la competenza per il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, comunque aggravato. Come ha spiegato lo stesso guardasigilli, il decreto si articola in tre punti: una norma transitoria che attribuisce la competenza ai tribunali, evitando l'azzeramento dei processi; l'incardinamento, a regime, del reato previsto dall'art. 416bis c.p.p. ai tribunali; l'ampliamento della competenza delle corti d'assise, che anticipa i termini della riforma del codice di procedura penale.

 


[MB]