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giovedì 15 novembre 2018

Detenuti al lavoro per la società. “Da Palermo messaggio all’Italia”

 
Prosegue il percorso per favorire la rieducazione dei detenuti attraverso il coinvolgimento in attività di pubblica utilità. Aprire una strada ai reclusi mediante il lavoro in vista di un reinserimento sociale a fine pena.
 
Questo l’obiettivo del protocollo “Mi riscatto per Palermo” presentato oggi dal ministro Alfonso Bonafede e dal Capo del Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria, Francesco Basentini, presso la Casa di reclusione Ucciardone ‘Calogero di Bona’ di Palermo.
Insieme al Guardasigilli sono intervenuti il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il Presidente del Tribunale di Sorveglianza Giancarlo Trizzino, il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Gianfranco De Gesu e il Direttore della Casa di reclusione di Palermo Ucciardone Rita Barbera.
 
L’intesa sottoscritta oggi segue il progetto “Mi riscatto per Roma” avviato alcuni mesi fa con il Comune di Roma, che vede già impegnati con successo nella capitale in lavori utili per la collettività, alcuni detenuti di Rebibbia. Nelle settimane scorse i selezionati della Casa circondariale romana hanno lavorato nei parchi e nei giardini di Villa Pamphilj particolarmente bisognosi di cura dopo il maltempo che ha investito Roma.
 
Con l’accordo di oggi anche a Palermo verrà garantita a soggetti ristretti l’acquisizione di competenze spendibili nella fase post detentiva, si continua così a investire in percorsi che rendano dignità a chi ha commesso un reato e a dare un rinnovato impulso verso la rieducazione.
Saranno venti i detenuti del carcere Ucciardone che dai primi di dicembre, dopo un corso sulla sicurezza nel lavoro messo a punto dal comune di Palermo, verranno impiegati in attività di giardinaggio e pulizie. In particolare saranno impegnati nella pulizia all’interno dell’ex ospedale militare, acquisito dai carabinieri.
 
“Sto cercando di portare avanti il principio che la certezza della pena non è in antitesi con la rieducazione della pena”. Così il Guardasigilli nel corso della presentazione del protocollo. “Dopo Roma, Milano e, oggi Palermo, mi piacerebbe esportare anche nelle altre città questo modello, uno dei più importanti per l’evoluzione della giustizia. Faccio appello ai sindaci di parlarne ai loro colleghi”.
 
[CV]