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lunedì 1 marzo 2010

Giustizia: via libera al ddl anticorruzione
Alfano: "Gestione trasparente è vero freno"

Palazzo Chigi

Palazzo Chigi. Dopo averne avviato l'esame nella riunione del 19 febbraio scorso, il Governo approva il disegno di legge contenente le Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione. Il provvedimento, che nella proposta iniziale del guardasigilli Angelino Alfano puntava a modificare le previsioni del codice penale e inaspriva le relative pene, è stato oggi integrato con una serie di norme, elaborate dai ministri Brunetta, Calderoli e Maroni, che mirano a prevenire il fenomeno.

Intervenendo alla conferenza stampa finale, il guardasigilli ha parlato di una "normativa ampia che riguarda non solo gli aspetti sanzionatori, ma che sia in grado di garantire una maggiore efficienza e un buon governo". Il provvedimento "inasprisce le pene per i reati compiuti contro la Pubblica Amministrazione", spiega Alfano, e introduce "una nuova circostanza aggravante destinata ad operare nei confronti del pubblico ufficiale infedele: una aggravante fino a un terzo per il comportamento grave nei confronti della Pubblica amministrazione da parte di chi più dovrebbe esserle fedele".

All'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri, inoltre, altri tre provvedimenti in materia di giustizia. Si tratta del ddl che delega il Governo all'emanazione del codice penale delle missioni militari all'estero (insieme al ministero della Difesa); del decreto legislativo che prevede sanzioni per la violazione del Regolamento europeo che vieta la commercializzazione di pellicce di cane e gatto (insieme alle Politiche Europee); e del decreto legislativo che disciplina l'atto pubblico informatico redatto dal notaio a norma della legge 69/2009.

 


[MB]