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giovedì 4 febbraio 2010

DL Giustizia: la Camera dice sì all'unanimità
Il guardasigilli: sono molto soddisfatto

Alfano alla Camera

Montecitorio. "Con il decreto approvato oggi all’unanimità dalla Camera sono state introdotte importanti misure per assicurare più efficienza al sistema giustizia. Sono molto soddisfatto". Angelino Alfano commenta in Transatlantico l'approvazione all'unanimità (502 voti a favore e nessuno contrario) del disegno di legge di conversione del decreto legge sulla funzionalità del sistema giudiziario. E sottolinea: "L'unanimità su un provvedimento in materia di giustizia dimostra che gli sforzi sulla strada della modernizzazione sono riconosciuti ed apprezzati".

Il decreto, che ha avuto il via libera del Consiglio dei Ministri il 17 dicembre scorso e che scade il prossimo 28 febbraio, passa ora all'esame del Senato.

Quattro i pilastri su cui si basa il provvedimento, spiega il guardasigilli: “la copertura delle sedi sgradite ai magistrati, la digitalizzazione del processo civile e penale, la formazione di dirigenti-manager (cioè di quei magistrati che aspirano ai vertici degli uffici giudiziari) e la proroga dei magistrati onorari”.

Spiega Alfano, in una lunga nota: "Il primo pilastro assicura una soluzione definitiva al problema della copertura delle sedi sgradite ai magistrati. Il Governo ha preso atto del fatto che, nonostante il riconoscimento di importanti benefici ai magistrati che accettino di prestare la loro opera dove è più necessario, introdotti con il decreto legge n. 143 del 2008, il problema delle scoperture rimane irrisolto. Pertanto è stata chiesta ed ottenuta dal Parlamento l’introduzione di un meccanismo che consentirà al Consiglio Superiore della Magistratura fino al 31 dicembre 2014 di disporre il trasferimento d’ufficio dei magistrati, senza il loro consenso. Qualora, nonostante il trasferimento d’ufficio, risultasse ancora una scopertura superiore al 30%, eccezionalmente, una parte dei 300 magistrati che assumeranno le funzioni nel 2011, potrà essere destinata, al termine del tirocinio, ad uffici di procura, sotto il diretto controllo del capo dell’ufficio”.

“Si tratta - continua il ministro - di misure straordinarie e che assicureranno il funzionamento degli uffici giudiziari di frontiera, più impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata e presidio fondamentale per la sicurezza dei cittadini. Insieme ad esse è stata introdotta una essenziale modifica dell’ordinamento giudiziario che consentirà, in modo stabile e duraturo, di non avere più problemi di copertura delle sedi sgradite ai magistrati, destinando alle sedi scoperte nuovi magistrati, dopo un apposito e più approfondito percorso di formazione professionale”.

Il secondo pilastro costituisce una svolta decisiva, in quanto completa la cornice normativa del processo telematico, esteso anche al settore penale. Grazie alle nuove tecnologie informatiche, ed alle regole tecniche che saranno adottate dal Ministero della Giustizia, le comunicazioni e le notificazioni tra uffici giudiziari e avvocati saranno effettuate per via telematica, riducendo notevolmente i flussi cartacei ed abbattendo in modo drastico tempi e costi del processo, come già insegna l’esperienza del Tribunale di Milano. Sono state, inoltre, previste le aste telematiche per vendere on line i beni nelle procedure esecutive e fallimentari, garantendo maggiore trasparenza, celerità ed efficienza delle procedure esecutive, come fortemente richiesto dal mondo dell’impresa e della finanza”.

Il terzo pilastro - sottolinea il guardasigilli - garantisce una migliore formazione dei dirigenti degli uffici giudiziari, attraverso corsi gestiti dalla Scuola della Magistratura specificamente mirati a valutare le loro capacità organizzative”. In quest’ottica il Ministro della Giustizia, cui la Costituzione attribuisce la responsabilità dell’organizzazione giudiziaria, potrà disporre di nuovi e più penetranti strumenti di valutazione delle esigenze organizzative degli uffici e delle capacità dei loro aspiranti dirigenti.

Con il quarto pilastro - conclude Alfano - è stata garantita la continuità dell’apporto dei magistrati onorari, la cui opera è essenziale per il funzionamento del servizio giustizia, in attesa dell’adozione della riforma organica della magistratura onoraria, che è già all’esame del Consiglio dei Ministri”.



[MB]