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mercoledì 26 settembre 2018

Carcere e reinserimento lavorativo detenuti
A San Vittore Bonafede firma il Programma 2121

 

Milano. "È una giornata importante nella quale abbiamo varato un progetto molto importante, uno dei più virtuosi, in cui il Ministero, insieme a Regione, Comune e società private, porta avanti un piano che riconosce nel lavoro l’unico percorso rieducativo serio ed efficace. Analoghe iniziative stiamo portando avanti in diverse realtà territoriali e continueremo su questa strada perché la rieducazione è fondamentale”.

È soddisfatto il Ministro Alfonso Bonafede al termine della presentazione del “Programma 2121”, il progetto triennale promosso dal Ministero della Giustizia-Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per la gestione delle misure alternative alla detenzione che punta a favorire l’inclusione sociale dei detenuti del sistema penitenziario lombardo attraverso inserimenti lavorativi.

L’Intesa è stata sottoscritta in mattinata nella Sala Polivalente della Casa Circondariale Francesco Di Cataldo di Milano San Vittore dal Guardasigilli Bonafede, dal Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e dal Sindaco di Milano Giuseppe Sala. È promossa dal DAP, con capofila il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, e da Lendlease in qualità di catalizzatore strategico, insieme a Regione Lombardia, AREXPO, ANPAL, FITS!, Città Metropolitana di Milano, PlusValue Advisory ltd, Fondazione Triulza e Milano Santa Giulia S.p.A.

Il Programma 2121 ha durata triennale, dal luglio 2018 al giugno 2021, e si articola in due fasi: una sperimentale di sei mesi e la messa a regime nei due anni successivi, con lo scopo di verificare il modello proposto e garantire la sua replicabilità a livello locale e nazionale. Nella fase pilota, il progetto coinvolgerà 10 detenuti degli istituti milanesi selezionati fra quelli ammessi a lavoro esterno, semilibertà, affidamento in prova al servizio sociale, detenzione domiciliare o in esecuzione penale presso il domicilio. Costoro saranno avviati a percorsi di reintegrazione sociale e lavorativa nell’ambito della realizzazione dei progetti di Milano Santa Giulia, Lotti sud e di Arexpo. Saranno una trentina quando il progetto sarà a regime.

“Il lavoro – ha spiegato Bonafede - salvaguarda il principio inderogabile della certezza della pena, offrendo ai detenuti la possibilità di reinserirsi nella società senza tornare a delinquere. Quando si offre ai detenuti la possibilità di assaporare il gusto del lavoro onesto, i dati ci dicono che questi sanno cogliere l’occasione, cercando poi di spenderla all’esterno quando tornano nella società. E questo comporta anche una maggiore sensibilizzazione dei cittadini che normalmente sono abituati a pensare ai detenuti solo in termini di privazione della libertà: quando li vedono per strada impegnati in un lavoro, imparano a concepire la possibilità di dar loro una seconda chance. Vorrei affrontare il problema del sovraffollamento delle carceri in modo strutturale – ha aggiunto il Ministro - proprio attraverso la creazione di un percorso al termine del quale il detenuto che esce non rientra. Questo è interesse di tutti: della comunità, della Polizia Penitenziaria, della società e quindi delle istituzioni”.


Il protocollo intende sviluppare sinergie di interventi utili a favorire l’inclusione sociale dei soggetti sottoposti a procedimenti penali attraverso il lavoro nella filiera dell’edilizia, per la prima volta in Italia nel settore del real estate. Fra gli obiettivi, la riduzione del rischio recidiva, la responsabilizzazione dei soggetti coinvolti nei confronti della collettività, l’apprendimento di un mestiere spendibile sul mercato del lavoro dopo l’uscita dal carcere.

“Sul piano socio-economico - ha sottolineato il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Francesco Basentini - il Programma 2121 avrà un impatto positivo sulla comunità, riducendo l’esclusione sociale e la povertà, cause rilevanti della recidiva di reato, e incrementando la sicurezza attraverso lo sviluppo di modelli di vita socialmente accettabili. Inoltre, la messa a regime del progetto e la sua replicabilità in altre realtà territoriali, permetterà di ottemperare agli obiettivi richiesti dall’Unione Europea in materia di gestione del sistema penitenziario e contribuirà a ridurre i costi del sistema. Questi progetti servono infine – ha evidenziato il responsabile del DAP - a realizzare la perfetta combinazione tra la condizione di vita del detenuto, che con questi interventi può progressivamente migliorare, e il costante miglioramento della condizione di lavoro della Polizia Penitenziaria. Due fattori che si intersecano e si condizionano reciprocamente. Non si deve pensare che migliorare la condizione di vita dei detenuti voglia dire mortificare o trascurare le esigenze di lavoro degli agenti: sono due fattori che operano di concerto e si influenzano in maniera esattamente reciproca”.

“Come Lendlease siamo convinti – ha concluso Andrea Ruckstuhl, responsabile Italia e Continental Europe della multinazionale - che l’esperienza internazionale di programmi analoghi a questo, già positivamente realizzati dalla nostra società, possa contribuire ad un miglioramento sociale nei territori in cui sviluppiamo interventi di rigenerazione e costituire, allo stesso tempo, una buona prassi per tutto il settore del real estate”.


Al termine della presentazione del Programma 2121, il Ministro, accompagnato dal Capo del DAP, dal Provveditore della Lombardia Luigi Pagano e dal Direttore della casa circondariale Giacinto Siciliano, ha visitato alcuni padiglioni dell’istituto, incontrando gli operatori e gli agenti della Polizia Penitenziaria in servizio nella struttura. Prima di ripartire, il Guardasigilli ha voluto recarsi all’istituto a custodia attenuata per detenute madri di Milano, dove si è intrattenuto con il personale e le quattro donne che vi sono ospitate insieme ai loro quattro bambini.

â–ºIl protocollo


[MB]