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giovedì 28 gennaio 2010

Via libera a Piano straordinario contro le mafie
Alfano: impegno del Governo fondato su leggi

Silvio Berlusconi insieme ai ministri Angelino Alfano e Roberto Maroni
Reggio Calabria, Palazzo della Prefettura. E' composto da dieci punti il Piano straordinario contro le mafie approvato oggi dal Governo: nove messi a punto dai ministri Angelino Alfano e Roberto Maroni e uno dal ministro Maurizio Sacconi, aggiunto nel corso della riunione del Consiglio dei Ministri.





Questi i punti:
1 - istituzione dell’Agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata;
2 - delega al Governo per la predisposizione del Codice delle leggi antimafia;
3 - nuovi strumenti di aggressione ai patrimoni mafiosi;
4 - misure di contrasto all’ecomafia;
5 - misure a sostegno delle vittime del racket e dell’usura;
6 - mappa informatica delle organizzazioni criminali;
7 - potenziamento dell’azione antimafia nel settore degli appalti;
8 - iniziative sul piano internazionale per contrastare la criminalità transnazionale;
9 - norme di contrasto alla criminalità organizzata;
10 - misure di contrasto al lavoro nero.
 
Il pacchetto di provvedimenti approvati per attuare il Piano comprende un decreto legge (Presidenza-Interno) e un disegno di legge (Giustizia-Interno) con due deleghe al Governo: predisposizione di un testo unico per il coordinamento, l’armonizzazione e la modifica della normativa in tema di misure di prevenzione antimafia ed elaborazione di regole più stringenti in materia di documentazione antimafia.

Al termine della riunione di Governo, conferenza stampa del premier Silvio Berlusconi e dei ministri della Giustizia e dell'Interno. "Abbiamo un'idea un po' romantica, ma non vi rinunciamo - ha detto Angelino Alfano - ed è quella per cui c'è una grande squadra in cui giocano insieme i cittadini onesti, le forze dell'ordine, i magistrati, il Parlamento, il Governo e il presidente del Consiglio. Questa squadra è l'Italia, è lo Stato ed è senso dello Stato affermare questa idea". Nel suo intervento, il guardasigilli ha rivendicato che "i governi Berlusconi non hanno eguali per l'impegno antimafia, un impegno non fondato sulle parole ma sulle leggi".
 
[MB]