salta al contenuto

www.giustizia.it

venerdì 12 dicembre 2014

Giustizia: ok del Governo alle norme anticorruzione
Orlando: aggressione denaro è ciò che fa più paura a corrotti

Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi insieme al ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Palazzo Chigi. Via libera del Consiglio dei Ministri alle norme proposte dal guardasigilli Andrea Orlando con le quali si punta a inasprire la normativa di repressione in materia di corruzione e a rendere più efficace il contrasto a questo grave fenomeno criminale. Le nuove norme, che saranno inserite nel disegno di legge di riforma della normativa penale sostanziale e processuale, inaspriscono le pene del delitto di corruzione propria, portando la minima a 6 anni e la massima a 10, anche allo scopo di aumentare i tempi di prescrizione del reato. L’aumento della pena minima, inoltre, evita che il processo possa concludersi, in caso di scelta del patteggiamento da parte dell'imputato, con l’applicazione di pene talmente modeste da non apparire adeguate alla gravità del fatto.

"L'aggressione al denaro è quello che fa più paura ai corrotti", ha sottolineato Andrea Orlando nel corso della conferenza stampa finale insieme al premier Matteo Renzi. "Come ha funzionato in tema di antimafia, siamo certi che lo sarà anche in questo caso". Il guardasigilli ha ribadito che la chiave di volta della scelta del Governo è "sottrarre il malloppo e restituirlo alla collettività, oltre naturalmente alla pena detentiva". "Credo - ha affermato Orlando - che stiamo creando un sistema di contrasto che ha un fattore di sistematicità".

Le nuove norme, infatti, migliorano il già efficiente strumento della cosiddetta confisca allargata, prevedendo che il provvedimento conservi efficacia anche quando nei successivi gradi di impugnazione sia sopravvenuta una causa estintiva del reato oggetto di accertamento. Infine, per assicurare che il profitto di questi gravi delitti sia sempre oggetto di recupero a fini di confisca, viene stabilito che l’imputato, per chiedere il patteggiamento o l’emissione di condanna a pena predeterminata, debba restituire l’integrale ammontare del prezzo o del profitto del reato contestatogli, venendo meno in caso contrario l’ammissibilità della richiesta di definizione anticipata del giudizio.

 

[MVC]