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lunedì 1 dicembre 2014

In CdM estradizioni semplificate e tenuità del fatto
A Santi Consolo conferito incarico a vertice DAP

Palazzo Chigi

Palazzo Chigi. Cooperazione internazionale penale e tenuità del fatto. Sono i due provvedimenti in materia di giustizia, di iniziativa del guardasigilli Andrea Orlando, varati dal Consiglio dei Ministri odierno.

Si tratta, nel primo caso di uno schema di disegno di legge recante la delega al Governo in materia di Riforma del libro XI del Codice di procedura penale. Modifiche alle disposizioni in materia di estradizione per l’estero: termine per la consegna e durata massima delle misure coercitive trae origine dal riconoscimento dell’inadeguatezza dell’attuale sistema normativo di assistenza giudiziaria a fronte di una criminalità, specie quella organizzata, che ha esteso il raggio di azione ben oltre i confini del territorio di un singolo Stato, anche sfruttando tutte le opportunità offerte dalla globalizzazione dei mercati e dalle nuove tecnologie di comunicazione e di gestione dell’informazione. La modifica di questo settore del codice di rito penale costituisce una priorità di azione anche nella prospettiva della ratifica di molte Convenzioni internazionali, finalizzate appunto a rafforzare la cooperazione nel contrasto ai fenomeni criminali sovranazionali. Le modifiche agli articoli 708 e 714 del codice di procedura penale rispondono, inoltre, all’esigenza di colmare una lacuna normativa, in più occasioni segnalata anche dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione. Obiettivo del provvedimento risulta, pertanto, quello di semplificare e velocizzare le procedure di assistenza giudiziaria (rogatorie) e di estradizione. Inoltre, le modifiche consentiranno una maggiore cooperazione giudiziaria penale tra gli Stati e, di conseguenza, rafforzeranno gli strumenti di prevenzione e repressione dei fenomeni criminali di dimensioni sovranazionali, potenziando, conseguentemente, la fiducia reciproca nei rispettivi sistemi di giustizia.

Il secondo provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri è uno schema di decreto legislativo con le Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera m), della legge n. 67 del 2014. Il dlgs, composto da 5 articoli, recepisce le proposte elaborate dalla commissione ministeriale nominata con D.M. 27 maggio 2014 e presieduta da Francesco Palazzo con l’obiettivo di rivedere il sistema sanzionatorio e dare attuazione alla legge delega 67/2014 in materia di pene detentive non carcerarie e depenalizzazione.

L’articolo 1 comma 2 di questo decreto ha introdotto nel codice penale, con l’articolo 131 bis, un nuovo istituto: il giudizio di particolare tenuità del fatto, che si basa su due indici-criterio da cui non è possibile prescindere:
1) la particolare tenuità dell’offesa;
2) la non abitualità del comportamento dell’agente.

Il primo indice, la particolare tenuità dal fatto, si articola a sua volta, in due ulteriori indici: le modalità della condotta di chi ha commesso il reato e l’esiguità del danno o del pericolo che l’azione ha comportato. Il nuovo istituto, per come è stato concepito, non sarà dunque applicabile al soggetto che ha precedenti penali e le cui condotte criminose sono quindi reiterate. A tal fine, l’articolo 4 del decreto rende possibile l’iscrizione nel casellario giudiziale dei provvedimenti in materia di particolare tenuità del fatto. Pertanto, anche in caso di archiviazione, del reato di “tenue entità” resterà traccia nel casellario giudiziale al fine di evitare che chi ha commesso uno di questi reati, in caso di nuovo procedimento, possa essere considerato un soggetto non abituale.

I due requisiti, tenuità dell’offesa e non-abitualità devono essere presenti entrambi per procedere all’utilizzo del nuovo istituto. Questa combinazione esclude di fatto condotte reiterate e qualsiasi offesa rilevante.

L’ambito di applicazione del nuovo istituto è delimitato a tutti i reati puniti con pena pecuniaria, sola o congiunta a pena detentiva, e ai reati rientranti in una cornice edittale non superiore ai 5 anni. Non bisogna tuttavia dimenticare che il criterio della “cornice edittale non superiore ai 5 anni” non è sufficiente, da sola, al nuovo istituto in quanto la particolare tenuità dell’offesa arrecata e la non abitualità del comportamento di chi commette il reato sono indici imprescindibili per l’attuazione della norma.

Ne consegue, evidentemente, che il nuovo istituto non può essere applicato a molti dei reati rientranti nella cornice edittale massima di 5 anni. Per esempio: maltrattamenti in famiglia (art. 572 comma 1 c.p.), violazione degli obblighi di assistenza famigliare (art. 570 c.p.),  abuso di mezzi di correzione (art. 571 comma 1 c.p.) atti persecutori (Stalking) (art. 612 bis c.p.).

Allo stesso modo, l’istituto della particolare tenuità del fatto non sarà applicabile alle ipotesi di furto aggravato punito ex art. 624 bis c.p. (furto in abitazione e furto con strappo). Stessa considerazione vale per i reati contro gli animali e per molti altri reati che prevedano la stessa cornice edittale.

Il Consiglio dei Ministri, inoltre, su proposta del ministro Andrea Orlando ha conferito l’incarico di capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria a Santi Consolo, procuratore generale presso la Corte di Appello di Caltanissetta.

Sono infine stati ratificati i Protocolli n. 15 e n. 16, recanti emendamenti alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo riguardante l'attuazione della decisione quadro relativa alla semplificazione dello scambio di informazioni e intelligence tra autorità degli Stati membri dell'Unione Europea.

 

[MB]