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mercoledì 9 dicembre 2009

Senato: Alfano e Maroni e l'Antimafia dei fatti
Sulle sedi disagiate, lasciati soli dall'Anm

Angelino Alfano alla cerimonia in Cassazione per ricordare Giovanni Falcone

Con quello di Nicchi, ultimo boss mafioso arrestato sabato scorso, sono 645 i detenuti sottoposti al regime del carcere duro: "un record storico". Aprendo il suo intervento alla conferenza stampa L'antimafia dei fatti, l'azione del centrodestra contro la criminalità organizzata, nella Sala Nassiriya di Palazzo Madama, il ministro della Giustizia Angelino Alfano fornisce i numeri sul 41bis: in 185 giorni di governo, sono stati 946 i decreti firmati dal guardasigilli, di cui 167 come prima applicazione e 769 provvedimenti di proroga. "La mafia è già in ginocchio, il nostro obiettivo è stenderla", afferma Alfano, che torna a sottolineare il senso dell'unità dello Stato: "nella guerra al crimine organizzato, governo, magistratura e forze dell'ordine giocano in un'unica squadra".

All'incontro sono intervenuti il ministro dell'Interno Roberto Maroni, il vicepresidente del Senato Rosy Mauro, il capogruppo Pdl Senato Maurizio Gasparri e il vice Gaetano Quagliariello, i presidenti delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia Carlo Vizzini e Filippo Berselli.

 


Nel pomeriggio, presso la Commissione Giustizia della Camera, Alfano interviene per illustrare le prossime riforme in materia di giustizia. "Entro Natale il Consiglio dei Ministri approverà il piano carceri, che potrà giovarsi della copertura prevista in Finanziaria. Si tratta - spiega il guardasigilli - di 500 milioni di euro per il 2010 da destinare a nuove strutture penitenziarie e di ulteriori risorse per l'assunzione di 2000 nuovi agenti". 

Sul tema delle sedi disagiate, il ministro accusa l'Anm di aver lasciato il governo ad operare in "condizione di assoluta solitudine" e rivolge un nuovo appello ai magistrati "perchè vengano coperti i vuoti nelle sedi di frontiera". Alfano ha quindi annunciato che, in una delle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri prima di Natale, sarà presentata la riforma della magistratura onoraria. Quanto al testo in materia di intercettazioni attualmente all'esame del Senato, infine, il guardasigilli auspica che "l'impianto del ddl rimanga inalterato".
 


[MB]