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ARCHIVIO - Buone pratiche nell'esecuzione penale

aggiornamento: 17 gennaio 2013

L' amministrazione penitenziaria attua le Buone pratiche attraverso interventi in partenariato con le Regioni e le Province Autonome per migliorare l'efficacia delle azioni volte all’inclusione socio-lavorativa delle persone in esecuzione penale, anche nella prospettiva di una maggiore sicurezza del territorio.
Sul piano organizzativo, l'obiettivo principale perseguito è la diffusione del metodo della programmazione partecipata interistituzionale coinvolgendo imprese private, terzo settore, volontariato e la cittadinanza attiva.

Si tratta di rafforzare il sistema di Governance locale
In sintesi, i risultati da raggiungere attraverso gli accordi sono:

  • la costituzione dei tavoli di programmazione con la partecipazione dei rappresentanti dei Provveditorati regionali dell’Amministrazione penitenziaria e dei referenti delle Regioni e Province Autonome;
  • la definizione di modelli organizzativi di reinserimento socio-lavorativo dei soggetti in esecuzione penale, adattabili alle diverse realtà locali, facendo tesoro delle buone prassi locali;
  • l’impegno per gli enti locali a condurre, nell'ottica del contrasto all'esclusione sociale, le politiche d’intervento per sicurezza e legalità sul territorio.

Si tratta di condividere un approccio di prevenzione della recidiva adottando il metodo partecipativo tra istituzioni
La programmazione integrata dei servizi per il reinserimento sociale costituisce, dunque, un nuovo strumento per garantire qualità, raccordando livelli diversi di governo e pluralità di fonti finanziarie e strumenti, in linea con il Quadro Strategico Nazionale per la politica regionale di sviluppo 2007-2013.
Aderiscono all'iniziativa: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia con ruolo di coordinatrice, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Trento e Bolzano.

Il 27 aprile 2011, il Ministro della giustizia ha firmato l’Accordo per l’attuazione del progetto interregionale-transnazionale "Interventi per il miglioramento dei servizi per l’inclusione socio-lavorativa dei soggetti in esecuzione penale”.

I Provveditorati Regionali dell'amministrazione penitenziaria svolgono un ruolo fondamentale nella promozione a livello locale delle inizitive da realizzare con gli enti locali.
L'azione di coordinamento interregionale è svolta dalla Direzione Generale dell'esecuzione penale esterna e dalla regione Lombardia.
l’Accordo per l’attuazione del progetto interregionale-transnazionale è una tappa fondamentale del percorso iniziato con:

  • l’attuazione della programmazione comunitaria 2000-2006,
  • i protocolli d’intesa stipulati con le Regioni,
  • le Linee Guida in materia d’inclusione sociale a favore delle persone sottoposte a provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria, approvate dalla Commissione nazionale consultiva e di coordinamento per i rapporti con le Regioni/Province autonome. 

 

le buone pratiche sul territorio