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iGloss@ 1.1 - l’Abc dei comportamenti devianti online

aggiornamento: 7 giugno 2017

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Strumento di consultazione disponibile in italiano e in inglese, permette di acquisire informazioni essenziali sulle condotte online illecite con una sintetica spiegazione delle principali caratteristiche della condotta. È stato pensato per gli operatori dei servizi sociali, sanitari e giudiziari, i genitori, ma soprattutto per i giovani minori che più o meno consapevolmente possono essere “vittime” o “autori di reato”. Ogni termine è accompagnato dalla precisazione "questo è reato!" o "questo è comportamento a rischio!" per indicare se l’azione è penalmente perseguibile, oppure è comportamento deviante. Per ogni comportamento, deviante o criminale, sono indicati i riferimenti normativi, utili per inquadrare le caratteristiche anti sociali e/o anti giuridiche dell’azione compiuta. Infine, Per ogni descrizione, link rinviano ad altre voci del glossario che presentano similitudini con il termine illustrato.

La legge delega 28 aprile 2014, n. 67 recante “Deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio. Disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili.” (pubblicata in G.U. n.100 del 2 maggio 2014) è composta da 16 articoli ed è suddivisa in quattro capi.

  • il capo primo contiene due deleghe al Governo, inerenti rispettivamente alla riforma del sistema delle pene e della disciplina sanzionatoria dei reati, e la contestuale introduzione di sanzioni amministrative e civili
  • Il secondo e il terzo capo sono rivoluzionari in campo penalistico, in quanto non si limitano a delegare al Governo, bensì istituiscono delle vere e proprie innovazioni in materia, Il capo secondo, infatti, introduce l’istituto della sospensione del processo penale con messa alla prova in capo alle persone adulte, istituto finora previsto solamente per gli imputati minorenni
  • Il capo terzo introduce delle importanti modifiche sulla disciplina nei confronti degli irreperibili ed elimina l’istituto della contumacia
  • Il capo quarto, Disposizioni Comuni, tratta infine la clausola di invarianza finanziaria.

In attuazione della legge delega 28 aprile 2014, n.67 sono emanati il decreto legislativo 15 gennaio 2016 n.7, recante “Disposizioni in materia di abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili” ed il decreto legislativo 15 gennaio 2016 n.8 recante “Disposizioni in materia di depenalizzazione” (pubblicati in G.U. n. 17 del 22 gennaio 2016).

  1. il decreto legislativo n. 7/2016 abroga di una serie di reati ritenuti di minor allarme sociale. Al posto della sanzione penale è introdotta una sanzione pecuniaria civile, cui si affianca il risarcimento del danno in favore della persona offesa.

L’obiettivo è duplice:

  • deflazionare il carico delle procure e dei tribunali penali
  • e assicurare una maggiore efficacia della sanzione e del risarcimento in favore delle parti offese.

Le vittime potranno chiedere il risarcimento del danno al giudice civile, il quale in alcuni casi potrà anche stabilire una sanzione pecuniaria destinata alla Cassa ammende.

  1. il decreto legislativo n. 8/2016 depenalizza e trasforma in illeciti amministrativi tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda previsti al di fuori del codice penale ed una serie di reati presenti invece nel codice penale, con esclusione dei reati previsti dalla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente territorio e paesaggio, sicurezza pubblica, giochi d’azzardo e scommesse, armi, elezioni e finanziamento ai partiti.

La depenalizzazione persegue gli obiettivi di deflazionare il sistema penale e rendere più effettiva la sanzione: data la scarsa offensività degli illeciti, si ritiene che l’applicazione di una sanzione amministrativa in tempi rapidi e certi avrà un effetto dissuasivo maggiore rispetto alla minaccia di un processo penale destinato spesso a cadere nel nulla.
Tra i reati inclusi in questa normativa ve ne sono alcuni connessi ai cosiddetti “Cybercrimes”; è quindi aggiornato il Glossario con la versione “iGloss@ 1.1”. Le voci modificate sono: Baiting - Cyberstalking - Denigration - Flaming - Happy slapping - Harassment - Knockout game - Outing and trickery - Sextortion Scams - Stripnomination - Troll.
I reati connessi ai cosiddetti “Cybercrimes” che hanno subìto una modifica a seguito della riforma processuale-penalistica in atto sono pochi: nel decreto legislativo 15 gennaio 2016, n.7 è stato abrogato l’articolo 594 (ingiuria) del codice penale e nel decreto legislativo 15 gennaio 2016, n.8 sono stati depenalizzati l’articolo 527 (atti osceni) e l’articolo 528 (pubblicazioni e spettacoli osceni) del codice penale.
Nonostante la riforma non sia stata realizzata appositamente per i reati commessi in rete, ha apportato, in questo campo, dei benefici. I reati online infatti non hanno solo bisogno di interventi repressivi, in molti casi è necessario educare il minore più che punirlo. Con il processo di riforma in atto si realizza, quindi, uno spostamento del baricentro dall’azione punitiva all’azione educativa, che ha come fine quello di orientare più che reprimere, valorizzare e promuovere la persona in fase di maturazione, cercando di guidarla verso l'integrazione sociale.