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Si consegue la nomina a notaio superando un concorso pubblico nazionale bandito dal Ministero della giustizia.

Requisiti per concorrere sono: il diploma di laurea in giurisprudenza o della laurea specialistica o magistrale in giurisprudenza date o confermate da una università italiana, o di titolo riconosciuto equipollente ai sensi della legge 11 luglio 2002 n. 148, ed aver conseguito un periodo di praticantato di diciotto mesi presso un notaio, di cui almeno un anno continuativamente dopo la laurea, con la possibilità di anticipare per un massimo di sei mesi l’iscrizione già nell’ultimo anno di laurea (cfr. art. 1 d.lgs. 24 aprile 2006 n. 166).
Il periodo di pratica si deve comunque completare entro trenta mesi dall’iscrizione.

È sufficiente la pratica per un periodo continuativo di otto mesi, come disposto dal d.lgs. 24 aprile 2006, n. 166, per

  1. i funzionari dell’ordine giudiziario in servizio da almeno un anno
  2. gli avvocati in esercizio da almeno un anno

Come disposto dagli artt. 6 e 7 del d.lgs. 166/2006, l’esame verte in due distinte prove:

  • un esame scritto, suddiviso in tre prove teorico-pratiche riguardanti un atto di ultima volontà e due atti tra vivi, di cui uno di diritto commerciale
  • un esame orale costituito da tre distinte prove sui seguenti gruppi di materie:
    • diritto civile, commerciale e volontaria giurisdizione, con particolare riguardo agli istituti giuridici in rapporto ai quali si esplica l’ufficio di notaio
    • disposizioni sull’ordinamento del notariato e degli archivi notarili
    • disposizioni concernenti i tributi sugli affari.
       

Da ultimo, l'art. 66 della l, 69/2009 "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile" prevede, tra i requisiti di ammissione, il non essere stati dichiarati non idonei in tre precedenti concorsi.

 

aggiornamento: 25 luglio 2022