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Carcere e probation

aggiornamento: 9 novembre 2018

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L'ordinamento penitenziario vigente, introdotto dalla legge 354/1975 "Norme sull'ordinamento penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà" e da successivi interventi normativi, prevede modalità diverse di esecuzione della pena, che vanno dalla privazione totale a limitazioni parziali della libertà. Il sistema, comprende dunque carcere e area penale esterna, oggi comunemente conosciuta a livello internazionale come probation.

L'amministrazione penitenziaria che si occupa della detenzione degli adulti si articola sul territorio in provveditorati regionali che amministrano gli istituti penitenziari per adulti presenti in tutte le regioni, come previsto dal d.p.c.m 84/2015, Regolamento del Ministero della giustizia e riduzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche.

Gli istituti penitenziari per adulti si distinguono in istituti di custodia cautelare, istituti per l'esecuzione delle pene, istituti per l'esecuzione delle misure di sicurezza e centri di osservazione come già previsto dall'art. 59 della l. 354/1975.

Diversa e separata e la gestione degli Istituti penali per i minorenni che si occupano dell'esecuzione della pena di minori e giovani adulti.

Gli Uffici di esecuzione penale esterna (UEPE) sono divenuti articolazioni territoriali del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità ai sensi del D.p.c.m. 84/2015 e il decreto 17 novembre 2015 che ne da attuazione, in particolare agli artt. 9 e 10, individua gli uffici distrettuali e gli uffici interdistrettuali di esecuzione penale esterna.

Il principale campo di intervento degli Uepe è l’esecuzione delle sanzioni penali non detentive e delle misure alternative alla detenzione, a tal fine, elaborano e propongono alla magistratura il programma di trattamento da applicare e verificano la corretta esecuzione da parte degli ammessi. Sono quattro le principali aree di intervento come indicato dall’articolo 72 della legge 26 luglio 1975 n. 354 e dalle altre leggi in materia di esecuzione penale:

  • attività di aiuto e controllo delle persone sottoposte alla messa alla prova e all’affidamento in prova al servizio sociale
  • attività di sostegno dei detenuti domiciliari e nell'esecuzione del lavoro di pubblica utilità e delle sanzioni sostitutive della detenzione
  • attività di indagine sulla situazione individuale e socio - familiare nei confronti dei soggetti che chiedono di essere ammessi alle misure alternative alla detenzione e alla messa alla prova. Su richiesta della magistratura di sorveglianza, curano le inchieste al fine dell’applicazione, modifica, proroga o revoca delle misure di sicurezza
  • attività di consulenza agli istituti penitenziari per favorire il buon esito del trattamento penitenziario.

Gli Uepe sono presenti sul territorio a supporto delle comunità locali e in stretta sinergia:

  • con gli enti locali, le associazioni di volontariato, le cooperative sociali e le altre agenzie pubbliche e del privato sociale presenti nel territorio, per realizzare l’azione di reinserimento ed inclusione sociale;
  • con le forze di polizia, per l’azione di contrasto della criminalità e di tutela della sicurezza pubblica.

Negli Uepe operano differenti figure professionali tra le quali: dirigenti, assistenti sociali, psicologi, polizia penitenziaria, funzionari amministrativi, contabili e personale ausiliario e di supporto. Collabora anche personale volontario in possesso di adeguata formazione per le attività di reinserimento delle persone in esecuzione penale nel territorio e di messa alla prova.