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Organi di cooperazione ed agenzie decentrate dell'Unione

aggiornamento: 17 gennaio 2017

Tra gli organi di cooperazione  e le agenzie cui aderisce l'Italia vi sono: Europol, Olaf e la Rete giudiziaria europea. Nell'ambito dell'attività di cooperazione giudiziaria del ministero della Giustizia, hanno particolare rilievo Eurojust e i magistrati di collegamento.   

Europol
L’Ufficio europeo di polizia, Europol, è stato istituito nel 1992 per occuparsi di intelligence a livello europeo in ambito criminale. Con sede all'Aia, nei Paesi Bassi, l'Europol è dotata di un organico che comprende rappresentanti di tutta una serie di servizi incaricati di far osservare le leggi (forze di polizia, polizia doganale, servizi per l'immigrazione, ecc.). Il consiglio di amministrazione è composto da un rappresentante per ciascun paese dell’UE.
Obiettivo dell’Europol è quello di migliorare l’efficacia e la cooperazione delle autorità competenti degli Stati membri nella prevenzione e lotta a forme gravi di criminalità organizzata internazionale quali il traffico di stupefacenti, l’immigrazione clandestina, il traffico di veicoli rubati, la tratta degli esseri umani compresa la pornografia infantile, la contraffazione di denaro e altri mezzi di pagamento, il traffico di sostanze radioattive e nucleari , il terrorismo. 

Olaf
L'Ufficio europeo di lotta antifrode (OLAF) è stato istituito nel 1999 nell'ambito delle nuove competenze in materia di tutela degli interessi finanziari dell'Unione Europea.
La lotta contro le frodi comunitarie s'inserisce nel quadro della "Cooperazione di Polizia e giudiziaria in materia penale" del titolo VI del Trattato UE, ma, contemporaneamente, il perseguimento dei reati che colpiscono gli interessi finanziari europei costituisce anche una materia a sé stante, specifica e determinata, perché ad essere aggredite sono le risorse economiche europee, e dunque si colpiscono direttamente anche gli Stati Membri e i suoi contribuenti.
L'OLAF ha poteri di inchiesta amministrativa su tutto il territorio dell'Unione Europea ed i risultati delle sue indagini possono essere ammessi come prove nei procedimenti penali degli Stati Membri. Il dato è significativo perché per la prima volta un organo sovranazionale ha la possibilità di raccogliere elementi di prova ai quali l'ordinamento comunitario assicura poi una effettiva utilizzabilità nei singoli Stati.

Rete giudiziaria europea
L'Azione comune del 29 giugno 1998 adottata dal Consiglio sulla base dell'articolo K.3 del Trattato sull'Unione europea, istituisce una Rete giudiziaria europea
La Rete giudiziaria europea (European Judicial Network) ha lo scopo di migliorare gli standards qualitativi della cooperazione giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'U.E., attraverso l'istituzione di uno o più punti di contatto a livello nazionale che forniscono informazioni di natura giuridica o pratica alle proprie autorità giudiziarie o a quelle degli altri Paesi membri.

Eurojust
L’Unità europea di cooperazione giudiziaria, denominata Eurojust, è un organo dell’Unione europea con sede all’Aia, istituito con decisione del Consiglio europeo 2002/187/GAI del 28 febbraio 2002 allo scopo di rafforzare la lotta contro le forme gravi di criminalità organizzata. Tale decisione è stata recepita ed attuata nell’ordinamento italiano con legge n. 41 del 14 marzo 2005, che ha provveduto anche a regolare statuto e poteri del Membro Nazionale, in rappresentanza dell’Italia. Eurojust è infatti composta da 27 Membri Nazionali, magistrati del pubblico ministero, giudici o funzionari di polizia con pari prerogative appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea.

Funzioni principali

  • Migliorare la cooperazione tra le autorità giudiziarie nazionali per le attività di indagine e le azioni penali concernenti due o più Stati membri dell’Unione europea.
  • Promuovere, stimolare e potenziare il coordinamento tra le autorità statali nell’ambito di indagini sulla criminalità organizzata che coinvolgano due più Stati membri.
  • Assistere le autorità nazionali nella cooperazione tra Stati membri e la Commissione per reati che ledono gli interessi finanziari della Comunità europea.
  • Cooperare con le autorità nazionali nella lotta alla criminalità organizzata transfrontaliera e al terrorismo internazionale.

Nomina e poteri del Membro nazionale italiano di Eurojust

  • Il Membro nazionale è un giudice o un magistrato del pubblico ministero, con almeno vent’anni di anzianità di servizio, nominato con decreto del Ministro della giustizia, acquisite le valutazioni del Consiglio superiore della magistratura. Egli è collocato fuori del ruolo organico della magistratura.

Alcune competenze del Membro nazionale

  • Assicurare l’assistenza e dare impulso alla cooperazione giudiziaria.
  • Fornire il proprio supporto ai fini del coordinamento di indagini in più Stati.
  • Facoltà di richiedere all’autorità giudiziaria competente una valutazione onde:
    • avviare l’azione penale ovvero un’indagine
    • garantire appoggio nella preparazione ed esecuzione di rogatorie
    • attuare un coordinamento con le autorità interessate
    • istituire una squadra investigativa comune.

La cooperazione giudiziaria internazionale è materia regolata dalle convenzioni internazionali adottate dagli Stati, i quali sono vincolati al rispetto degli obblighi reciprocamente assunti. Il Membro nazionale di Eurojust, pertanto, è un organismo inteso a favorire la cooperazione e le procedure di assistenza giudiziaria, nel rispetto delle norme convenzionali già in vigore che regolano i rapporti tra le autorità giudiziarie di diversi Stati membri dell’Unione europea.

I corrispondenti nazionali

Sono designati corrispondenti nazionali di Eurojust le autorità competenti in materia di cooperazione giudiziaria. Esse sono:

  • l'Ufficio II della Direzione generale della giustizia penale del Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della Giustizia (autorità centrale);
  • la Direzione Nazionale Antimafia (ai fini del coordinamento delle indagini in materia di criminalità organizzata);
  • le Procure Generali della Repubblica presso le Corti d'appello (per avviare le procedure di assistenza e cooperazione giudiziaria in ambito territoriale).

Magistrati di collegamento

L’azione comune 96/277/GAI del 22 aprile 1996, approvata dal Consiglio in base all'articolo K3 del Trattato sull'Unione europea, stabilisce un quadro per lo scambio di magistrati o funzionari particolarmente esperti in procedure di cooperazione giudiziaria, noti come magistrati di collegamento, sulla base di accordi bilaterali o multilaterali tra gli Stati membri.

Il Consiglio ha adottato questa misura per migliorare e rendere più efficace la cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri dell'Unione europea, nonché per agevolare la comprensione reciproca dei diversi sistemi giuridici e giudiziari. La cooperazione giudiziaria è l'elemento centrale nella lotta contro la criminalità transnazionale, le frodi ed i reati commessi contro gli interessi finanziari della Comunità.

Le funzioni di magistrati di collegamento comprendono qualsiasi attività intesa a favorire e accelerare, in particolare mediante l'istituzione di contatti diretti con le autorità giudiziarie del paese ospitante, tutte le forme di cooperazione giudiziaria in materia penale e, se del caso, civile.

Le funzioni di magistrati di collegamento possono anche comprendere qualsiasi attività finalizzata allo scambio di informazioni e statistiche volte a favorire la comprensione reciproca dei sistemi e delle rispettive banche dati giuridiche degli Stati interessati.

  1. Circolare 13 gennaio 2017 - Francesco Ciardi magistrato di collegamento italiano nella Repubblica di Albania
  2. Circolare 25 novembre 2016 - Ignazio Patrone magistrato di collegamento italiano nella Repubblica Francese